5S-Pd, se son rose fioriranno  

Scritto da il 26 aprile 2018

5S-Pd, se son rose fioriranno

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Pubblicato il: 27/04/2018 06:53

Non cambia la linea del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla conduzione del processo per arrivare alla formazione di un nuovo governo. Sono partiti e schieramenti che nel confronto al loro interno e tra di essi debbono fornire al capo dello Stato gli elementi per valutare se, in che modo e con quale maggioranza possa nascere un nuovo esecutivo.

Dopo l’esito dell’esplorazione del presidente della Camera, Roberto Fico, che ha registrato l’avvio di un dialogo tra M5S e Pd, occorrerà perciò capire se questo confronto si concluderà positivamente. Inevitabile quindi che il capo dello Stato attenda il compiersi di tutti i passi necessari, che richiederanno, come ha esplicitato sempre Fico, l’esaurirsi anche di una dialettica interna alle due forze politiche, che culminerà con la Direzione del Pd convocata per il prossimo 3 maggio.

E’ chiaro che in questa settimana le antenne quirinalizie resteranno puntate su tutte le sedi di dialogo formale ed informale per capire l’evolversi della situazione, ma dal capo dello Stato non sono da attendersi passi formali.

Una nuova pausa, quindi, stavolta più lunga rispetto a quella che seguì dopo la fine dell’incarico alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per capire se effettivamente possa nascere un governo fondato su una maggioranza Pd-M5S. Ma d’altra parte la complessità della situazione, sin dall’indomani delle elezioni del 4 marzo lasciava immaginare una crisi dai tempi lunghi.

Bisognerà attendere quindi il 4 maggio perché le porte dello Studio alla Vetrata si riaprano nuovamente, magari per un terzo e rapido giro di consultazioni di Mattarella, per compiere i passi necessari a formare un nuovo governo Cinquestelle-Dem, se ne esisteranno i presupposti, o per capire quali decisioni prendere per arrivare a dare comunque un governo al Paese.

Di sicuro a quel punto l’ultima finestra per elezioni prima dell’estate, vale a dire il 24 giugno, si starà chiudendo inesorabilmente, e se le forze politiche insisteranno per un ritorno alle urne non potrà avvenire prima dell’autunno. Quando però ci sarà da approvare la legge di Stabilità e probabilmente sarà ancora in vigore l’attuale legge elettorale che ha determinato un risultato senza che nessun partito o schieramento sia in grado di esprimere da solo una maggioranza di governo.


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