Partorisce da sola con tutorial su Youtube  

Scritto da il 26 aprile 2018

Partorisce da sola con tutorial su Youtube

Pubblicato il: 27/04/2018 16:04

Tia non voleva credere di essere incinta. Quando non ha potuto più negarlo a sé stessa era già arrivato il momento di partorire. In quel momento si trovava da sola in una camera d’albergo, in un Paese che non era il suo. E senza perdersi d’animo, non vedendo alternative, ha deciso di seguire un tutorial su Youtube e dare alla luce il suo bimbo. E’ stata la stessa 22enne a raccontare su Twitter la sua incredibile storia, si legge sull’Indipendent, passo dopo passo.

Tia Freeman, arruolata nell’US Air Force, vive a Nashville, nel Tennessee. Ha scoperto di aspettare un bambino solo quando era già al sesto mese. Non poteva crederci o meglio non voleva. Era scioccata. Quando a marzo ha deciso di fare un viaggio in Germania, era ormai quasi al termine della sua gravidanza ma, rifiutandosi di credere di essere incinta, non se ne era preoccupata.

Le contrazioni sono arrivate mentre stava atterrando con il suo aereo a Istanbul per uno scalo. Anche in quel caso il suo primo pensiero è stato che quei dolori dipendessero da un’intossicazione alimentare. Solo quando era alla dogana si è arresa e ha capito che era in travaglio.

Decisa a non fare nascere suo figlio in un aeroporto, è arrivata nella sua stanza d’albergo e ha iniziato a cercare su YouTube il modo migliore per far nascere il bambino. Ha riempito la vasca da bagno con acqua tiepida, ha preso due asciugamani – uno da mordere e uno per avvolgere il bambino – e ha iniziato a spingere quando ormai le sue contrazioni arrivavano ogni minuto. Sono bastate cinque spinte e il neonato è nato. A quel punto, visto il sesso del bimbo, sempre su Youtube ha cercato il modo per tagliare il cordone ombelicale, usando lacci delle scarpe sterilizzati come pinze.

Dopo aver pulito il bagno, “che sembrava il set di un film dell’orrore”, ha allattato il figlio appena nato e si è addormentata. Svegliandosi il giorno dopo, è andata all’aeroporto per cercare di capire come poter lasciare il Paese con un bimbo. Dopo aver convinto la polizia locale e lo staff della Turkish Airlines della sua storia, Tia è diventata ‘famosa’.

La 22enne è stata accompagnata al consolato americano di Istanbul, dove ha chiesto un certificato di nascita e il passaporto per suo figlio, che ha chiamato Xavier Ata Freeman. Dopo essere stata ricoverata in ospedale, a quasi 24 ore dal parto, ha trascorso altre due settimane a Istanbul, per poi tornare a Nashville.

Consapevole di ciò che ha rischiato, all’Indipendent ha detto che questa “esperienza mi ha insegnato molto, ho imparato a essere intraprendente e calma sotto pressione”. “Perché non sono andata in ospedale? Perché le persone che avevo incontrato all’inizio non parlavano bene l’inglese”, ha detto aggiungendo di non sapere quale fosse il numero di emergenza del Paese e di non sapere se la sua assicurazione l’avrebbe coperta all’estero.


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