Calenda: “Non siamo ruota di scorta Di Maio”  

Scritto da il 28 aprile 2018

Calenda: Non siamo ruota di scorta Di Maio

Pubblicato il: 29/04/2018 15:43

“Per Di Maio il vero e unico problema è arrivare a palazzo Chigi. Sono sicuro che se la leadership di Di Maio venisse rimessa in discussione, lui sarebbe pronto a riaprire il forno con la Lega. Poi, tanto, la linea la daranno Grillo e Casaleggio”. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ospite a “In mezz’ora in più” su Raitre.

“Io – ha continuato Calenda – non attribuisco molta credibilità all’atteggiamento ondivago di Di Maio che, quando si tratta di andare a palazzo Chigi, è pronto a cambiare radicalmente il programma M5S. Sarebbe ben diverso se Di Maio dicesse ‘io sono d’accordo su queste cose e per facilitare la formazione del governo troviamo un compromesso istituzionale. Non sono io a fare il presidente del Consiglio, tolgo tutte le pregiudiziali per il bene del Paese’. Vogliamo scommettere che questo non lo farà mai?”.

“E’ molto importante che Renzi prenda la parola direttamente” rimarca Calenda. “Io l’ho detto da tempo, per me sarebbe necessario fare una segreteria allargata, con Gentiloni, Renzi, Veltroni e altri. Una ‘segreteria costituente’ in maniera che in quel posto e non per bocca dei vari pasdaran dell’uno o dell’altro, le varie anime del partito si possano confrontare direttamente. Io penso che questa cosa la potrebbe fare Martina”.

L’insistenza con la quale Luigi Di Maio rimarca la necessità di rimettere le mani sulla legge per il conflitto di interessi, aggiunge, “è solo tattica politica”.”Se tu consideri il Pd come l’origine di tutti i mali e di tutti i conflitti di interessi – ha aggiunto Calenda immedesimandosi nella posizione di Di Maio – la tua non è comunque una proposta seria, che invita al confronto e alla discussione che fa bene al Paese ma è solo tattica politica per cercare di spaccare il Pd. Non so se ci riuscirà ma il Pd sarebbe molto ingenuo se ci cadesse dentro”. “Sono molto d’accordo nella necessità di regolamentare il conflitto di interessi. Al Mise, per primo in Italia, io ho fatto applicare la normativa della Commissione Ue che è la più avanzata in materia. I conflitti di interessi hanno ammazzato le società liberali”, conclude.


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