Migranti, meno sbarchi ma più spesa 

Scritto da il 28 aprile 2018

Migranti, meno sbarchi ma più spesa

Foto di repertorio (Afp)

Pubblicato il: 29/04/2018 13:01

Cresce la spesa dell’Italia per affrontare l’emergenza migranti. Quest’anno il costo complessivo potrebbe arrivare a 5 miliardi di euro, con un aumento del 15,7% rispetto alle uscite del 2017. In particolare, secondo le simulazioni del Mef contenute nel documento di economia e finanza ed elaborate dall’Adnkronos, la quota destinata all’accoglienza potrebbe arrivare a 3,4 miliardi di euro, a cui vanno sommati poco meno di un miliardo per il soccorso in mare e oltre 600 milioni per le voci ‘sanità e istruzione’.

Le simulazioni, si spiega, considerano uno scenario di crescita nel 2018 che prende in considerazione il calo osservato nei flussi e considera una presa in carico di circa 500 minori non accompagnati aggiuntivi a un costo medio di 45 euro al giorno. Inoltre si aggiungono 31.000 persone nelle strutture di accoglienza governative e temporanee, a un costo medio di 32,5 euro al giorno. Infine si calcolano 1.750 richiedenti asilo e rifugiati aggiuntivi nel sistema di protezione a un costo medio di 35 euro al giorno.

Nel focus del Mef si ricorda che a partire dalla seconda metà del 2017 si è registrata un’inversione di tendenza nel numero di arrivi sulle coste italiane, grazie alle misure messe in atto nel Mediterraneo, con una riduzione del 67,7% rispetto all’anno precedente. L’andamento del primo trimestre 2018 ”conferma la riduzione degli sbarchi, che risultano oltre il 70% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017”. Tuttavia la diminuzione degli sbarchi ”non si riflette in una proporzionale riduzione della permanenza di persone con necessità di accoglienza”.

Il dito viene puntato contro ”i limitati esiti dei piani Ue di ricollocamento”. Di conseguenza, nonostante il rallentamento dei flussi, le presenze nelle strutture registrano un andamento crescente: dalle 176.000 unità attestate a fine 2016 alle oltre 183.000 a fine 2017, con picchi superiori a 193.000 unità nel settembre dello scorso anno.

La maggior parte dei rifugiati, si ricorda, ”è ospitata in strutture provvisorie, poiché i servizi convenzionali a livello centrale e locale hanno capienza limitata”. In particolare si ricorda la presenza di una quota significativa di minori non accompagnati (circa 25.000 nel 2016 e oltre 15.000 nel 2017) e di un numero di richiedenti asilo in crescita (123.000 persone nel 2016 e circa 130.000 nel 2017).

Sarebbe quindi lavoce relativa all’accoglienza a far lievitare le spese per i migranti, come dimostrano anche i numeri del dossier: si passa dai 3 miliardi circa dello scorso anno a 3,4 miliardi di euro, con un incremento di 400 milioni. E nell’attesa che si concretizzi una politica europea comune ”l’Italia continuerà a sostenere un onere attorno allo 0,26%-0,28% del pil per la gestione della frontiera esterna dell’Unione”.


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