Salvini sul piede di guerra  

Scritto da il 28 aprile 2018

Salvini sul piede di guerra

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 29/04/2018 07:59

Matteo Salvini non ci sta e chiama la piazza. Di fronte alla trattativa tra il Movimento 5 Stelle e il Pd, il leader della Lega minaccia di portare milioni di persone in piazza, “pronte” a mobilitarsi “in caso di un folle governo Pd-5Stelle”.

“Altro che consultare i militanti piddini e grillini in rete, la Lega è pronta a mobilitare milioni di italiani se il voto non sarà rispettato – avverte il segretario del Carroccio alla prova del Friuli Venezia Giulia – Il Pd ha già fatto troppi danni agli italiani in tutti questi anni di malgoverno”.

Nel frattempo i dem, di fronte a un’ipotesi del genere, appaiono tutt’altro che compatti. Da una parte c’è il segretario reggente del Pd Maurizio Martina inviata a percorrere la strada del dialogo: “Se la direzione del 3 maggio darà il via libera al confronto con i Cinque Stelle penso sia giusto che l’eventuale esito finale di questo lavoro venga valutato anche dalla nostra base nei territori con una consultazione”.

“Il 3 maggio – ha continuato Martina a ‘L’Intervista’ di Maria Latella su Sky Tg24 – non dovremo decidere se fare o non fare un governo con M5S ma se iniziare un confronto, entrare nel merito delle questioni, capire se ci possono essere punti d’intesa”. Consapevole che “siamo forze molto diverse e la strada è in salita. Ma i presunti vincitori del voto del 4 marzo non hanno offerto prospettive e ipotesi concrete per il Paese. Credo che arrivati a questo punto sia giusto capire se esiste la possibilità di un confronto”. Poi, riferendosi al leader della Lega, Martina ha aggiunto: “Sono molto preoccupato sia di un governo con Salvini come socio di riferimento che di una precipitazione al voto anticipato nei prossimi mesi. L’Italia non può permettersi questi scenari”.

In vista della Direzione del 3 maggio, Matteo Renzi dopo un periodo lontano dai riflettori, ha deciso di dire la sua questa sera, ospite di Fabio Fazio in diretta su Rai Uno. E il suo non sarà un intervento non condizionante. Visto che nel Pd, ai ‘dialoganti’ che spingono per aprire un confronto, si contrappone proprio il fronte renziano fermo sul no ai 5 Stelle.

Ciò a cui i pontieri, al lavoro per evitare una conta potenzialmente lacerante nella riunione della prossima settimana, puntano è la formula per una mediazione: ok al tavolo con i 5 Stelle ma con ‘condizioni pesanti’ da parte del Pd. Un modo per evitare la conta in Direzione.


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