Enoc: “E’ emergenza medici in Siria” 

Scritto da il 1 maggio 2018

Enoc: E' emergenza medici in Siria

Pubblicato il: 02/05/2018 19:12

In Siria, in questi anni di guerra, anche la classe medica, di ottima qualità in passato, non c’è più. “Molti dei buoni professionisti che lavoravano negli ospedali del Paese sono andati via. Oggi ci sono pochi camici bianchi. Tutto il personale sanitario è insufficiente. Serve ricostruire una nuova generazione di operatori. Ed è quello che stiamo cercando di fare all’ospedale di Damasco”. Lo ha spiegato all’Adnkronos Salute la presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc, appena tornata dalla Siria, per una missione all’interno dell’intesa tra Oms Siria e l’ospedale vaticano, firmata a ottobre 2017, che prevede l’aggiornamento del personale medico ed infermieristico dell’ospedale pediatrico universitario e del Centro cardiovascolare dell’ospedale dell’Università Al‐Muwassat di Damasco.

Obiettivo: allargare il programma – a cui lavorano tre medici e un’infermiera specializzata dell’ospedale romano e che è attualmente concentrato nelle aree specialistiche di laparoscopia e radiologia interventistica- ad altre unità pediatriche pubbliche, in particolare all’ospedale di Aleppo. Gli operatori del Bambino Gesù “sono ancora a Damasco – ha spiegato Enoc – per proseguire il loro lavoro di formazione che si allargherà anche ad Aleppo. Ma ho proposto che siano i medici di quell’ospedale ad andare a Damasco per la formazione in modo da ottimizzare i tempi. Le distanze sono infatti sono notevoli. L’autostrada è stata bombardata e sono necessarie 7 ore di auto”.

La presidente Enoc considera positivi i risultati finora ottenuti dal progetto ma si dice anche preoccupata per le condizioni della popolazione. “Damasco è una città che si sta ricostruendo. I negozi sono aperti e le persone cercano di ritrovare normalità, così come ad Aleppo. Ma la popolazione è sofferente. Mi ha molto colpito vedere i bambini in ospedale denutriti. Noi li operiamo, ma arrivano in ospedale malnutriti e le famiglie non hanno i soldi per comprare le sacche per la nutrizione che l’ospedale non fornisce. Si sta facendo molto, la situazione dal punto di vista bellico è migliorata, ma la povertà è grande”.

L’impegno del Bambino Gesù “è quello di dare formazione per migliorare le cure. Non solo ai medici ma anche agli infermieri. In Siria non viene data importanza a queste figure, non ci sono scuole”. Enoc spera di poter far concludere il percorso formativo agli operatori siriani in Italia. “Non è facile perché i medici sono pochi e le autorità temono di perderli, ma spero si possa fare”, ha concluso Enoc.


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