Stipendio in ritardo, che fare  

Scritto da il 1 maggio 2018

Stipendio in ritardo, che fare

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Pubblicato il: 02/05/2018 07:40

Oltre alla possibilità di diffida qualora il datore di lavoro non rispetti i termini per il pagamento dello stipendio, il dipendente può ricorrere anche alle dimissioni per giusta causa, avendo così diritto alla Naspi, il sostegno economico previsto per i lavoratori disoccupati. In questo caso, al datore di lavoro spetta anche l’onere di pagare il cosiddetto ticket di licenziamento.

Il termine ultimo a livello mensile entro il quale il datore di lavoro deve corrispondere lo stipendio è previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) relativamente applicato e, in caso di mora, il datore di lavoro è chiamato a pagare al lavoratore gli interessi sullo stipendio. Addirittura, il dipendente può dare le dimissioni per giusta causa in caso di ritardo dello stipendio oppure procedere a un sollecito, anche senza ricorrere necessariamente a un avvocato.

Tuttavia, è bene specificare che i casi in cui il ritardo nel pagamento della giusta causa sia di pochi giorni e di una singola mensilità non aprono alla possibilità di procedere alle dimissioni giustificate. La giurisprudenza specifica che per presentare le dimissioni per giusta causa è necessario ci sia un reiterato inadempimento – nello specifico, il datore di lavoro deve essere in arretrato di almeno due buste paga secondo quanto specificato dal Tribunale di Ivrea con la sentenza numero 150/2017.

Sono ammesse delle eccezioni qualora sia direttamente il CCNL di riferimento a giustificare le dimissioni per giusta causa in caso di ritardo nel pagamento della busta paga da parte del datore di lavoro. Secondo il Tribunale di Milano, che si è espresso tramite la sentenza n°1713/2017, se le dimissioni sono previste dal CCNL queste possono essere presentate anche nel 1° giorno successivo al termine ultimo per il pagamento della retribuzione.


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