M5S pronto a ‘infinity war’  

Scritto da il 2 maggio 2018

M5S pronto a 'infinity war'

(Fotogramma)

Pubblicato il: 03/05/2018 17:50

Governo di tregua? Nemmeno a parlarne. Il M5S si prepara a un’opposizione durissima, anche se, dal nuovo giro di consultazioni del presidente Sergio Mattarella fissato per lunedì prossimo, dovesse prendere forza l’ipotesi di un esecutivo di scopo per uscire dalle secche. E’ c’è un’immagine che va oltre mille dinieghi, è la locandina del film ‘Avengers’, la pellicola scritta e diretta da Joss Whedon e basata sull’omonimo fumetto della Marvel Comics che mette insieme alcuni supereroi per salvare la terra e il genere umano: in queste ore sta rimbalzando sui cellulari dei parlamentari grillini per invitarli a tornare ‘di lotta’, dopo l’illusione di un Movimento di governo, “pronti a un’opposizione che sarà chirurgica”, spiega un senatore di vecchio corso.

Con 330 parlamentari all’attivo, e le presidenze di diverse commissioni che, visti i numeri, spettano al Movimento, “possiamo davvero metterci di traverso e rendere la vita impossibile a un eventuale governo o governissimo”, il ragionamento. Al Quirinale lunedì i 5 Stelle, capitanati da Luigi Di Maio che oggi alle 18.30 torna a riunire i direttivi di Camera e Senato, rinnoveranno la loro richiesta di tornare al voto.

Da qui non ci si muove, tramontata ormai la convinzione di un governo a trazione M5S. “Abbiamo aperto al Pd per senso di responsabilità e per rispetto nei confronti di Mattarella – spiegano dall’inner circle del capo politico – ci siamo spinti al massimo nonostante la base fosse tutta contro. Noi, a differenza di Pd e Lega, abbiamo la coscienza pulitissima, il Capo dello Stato non può chiederci di andare oltre”.

E anche alle sirene della Lega che ancora suonano, i 5 Stelle restano e resteranno sordi. “Tornare al tavolo ora – spiega un parlamentare molto vicino a Di Maio – vorrebbe dire farlo in un ruolo subalterno, rinunciando alla premiership e sedendosi al tavolo con Berlusconi: per noi non esiste al mondo”.

La convinzione che prende piede nel Movimento è che, in realtà, ci sia un accordo per arrivare a un governo per le riforme che avrà l’appoggio di Lega, Pd e Fi, lasciando fuori il M5S e sabotando l’ipotesi di un governo guidato da Di Maio, come spiegato dallo stesso capo politico del Movimento ieri a ‘Porta a Porta’. Va in questo senso anche la mail indirizzata ieri dallo stesso Di Maio ai parlamentari 5 Stelle.

Ora si lavora a pancia bassa per ricompattare la base e i gruppi parlamentari, dove alcune frange covano malcontento e sperano che dalla debacle possa arrivare l’assist per disarcionare Di Maio dalla leadership. Ma Beppe Grillo e Davide Casaleggio sono con lui, pronti a tutelarlo e a difenderlo dall’eventuale ‘fuoco amico’. “Del resto – ragiona più di un parlamentare grillino in Transatlantico – se al posto suo ci fosse stato chiunque altro, da Di Battista a Taverna allo stesso Fico, le cose non sarebbero andate diversamente: la volontà era quella di sabotare un governo M5S. E ci sono riusciti”.


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