Velisti dispersi, le ipotesi  

Scritto da il 5 maggio 2018

Velisti dispersi, le ipotesi

Aldo Revello (a destra) con Antonio Voinea (da Facebook/ ‘Compagnia del Bright’)

Pubblicato il: 06/05/2018 13:02

“Ci potrebbe magari essere la possibilità che abbiano urtato un container piuttosto che una balena. Di conseguenza a questo punto torniamo al fatto che loro sono certamente sulla zattera. Perché, anche se scontri un container, hai tutto il tempo per riuscire a tirare giù la zattera che oltretutto è in un posto accessibilissimo, accedervi e metterti in salvo. Mio marito ha sempre avuto sangue freddo a gestire situazioni faticose e problemi. Se hanno urtato qualcosa sono su quella zattera”. E’ quanto ha detto Rosa Cilano, moglie di Aldo Revello, lo skipper disperso insieme al collega Antonio Voinea dallo scorso 2 maggio nelle acque dell’oceano Atlantico.

La donna ha incontrato i giornalisti a Castelnuovo Magra nello spezzino, dove risiede, lanciando un appello affinché le ricerche del marito e di Voinea, sospese da sabato, riprendano al più presto. Dei due velisti, che viaggiavano a bordo della barca a vela Bright di ritorno dalla Martinica, non si hanno più notizie da quando è stato registrato l’ultimo segnale satellitare con l’imbarcazione si trovava al largo delle Azzorre, dove i due avevano fatto tappa ripartendo verso Gibilterra in condizione di mare considerate favorevoli e con buona visibilità.

IL SEGNALE – All’improvviso, poco prima delle 14 del 2 maggio, l’Epirb, il trasmettitore di soccorso a bordo del Bright, si è attivato e dopo circa 1 minuto e mezzo ha smesso di trasmettere il segnale. Da lì si sono attivate le ricerche, da parte del coordinamento di Soccorso Marittimo Portoghese competente sulla zona, con mezzi aerei e marittimi ma fino ad ora senza esito.

LE IPOTESI – Mentre si cerca di capire cosa possa essere accaduto all’imbarcazione, le ipotesi circolanti riguardano un possibile urto con rifiuti o un container a pelo d’acqua. Nelle ultime ore su siti web portoghesi è poi circolata la notizia, non confermata, del ritrovamento di alcuni pezzi che potrebbero appartenere all’imbarcazione.”Il ritrovamento di pezzi di barca non è confermato – prosegue Cilano – ad oggi a noi hanno confermato di aver ritrovato 3 giubbotti salvagente”.

LA ZATTERA – A bordo dell’imbarcazione è anche presente una zattera di salvataggio e, come sottolinea la moglie, si trova in un’area accessibile. Una volta gettata in mare si apre automaticamente: secondo la donna in caso di urto con un container ci sarebbe stato il tempo per i due skipper di mettersi in salvo prima dell’avaria della barca, proprio a bordo del mezzo di sicurezza dotato di cibo e sostentamento per 10 persone.

COLLISIONE – Sull’ipotesi invece non confermata di una possibile collisione con una nave la moglie di Revello sottolinea: “Non credo, non è una notizia chiara e certa. Torniamo al fatto che erano le 2 del pomeriggio, è impossibile che tutti e due in quel momento si fossero appisolati, era orario di pranzo, non c’è ragione. In più la visibilità era ampia”.

LA VELOCITA’ – “Una barca a vela – conclude Rosa Cilano – è molto lenta, va a 7 nodi. Se anche vai giù a dormire ogni ora ti alzi e vai a vedere. Mio marito è sempre stato una persona che ogni ora, in qualsiasi circostanza, esce fuori a controllare. E se ogni ora esci fuori e controlli l’orizzonte, se non vedi nulla non fai in tempo in un’ora a raggiungere una nave, non c’è possibilità. C’è qualcosa che non torna”.

ZONA RICERCHE – Inoltre, “c’è la possibilità che non siano nella zona in cui sono stati cercati o perlomeno non sappiamo se sono stati cercati in quella zona dove noi presupponiamo che fossero. Giovanni Soldini ha detto che lui avrebbe fatto le ricerche 40 miglia oltre la zona dove sono state eseguite attualmente. Lui dice che una zattera viaggia, e anche veloce, quindi fai un percorso infinito con un po’ di vento, un po’ di onda un po’ di corrente sei già arrivato parecchio in là. Il mare attualmente è ancora buono, buono il tempo, un’onda discreta da circa 1-2 metri che per l’oceano non è niente”.

SOLDINI – Interpellato sulla questione, Soldini ha parlato della possibilità che i due si trovino sulla zattera di salvataggio in attesa di soccorsi, mentre l’area delle ricerche avrebbe potuto essere estesa. Il segnale di allerta si è infatti attivato in pieno giorno, in condizioni di mare e visibilità buone in cui la presenza di navi all’orizzonte sarebbe stata notata. Revello, 53 anni, e il collega sono navigatori esperti.



LA ROTTA –
“Abbiamo fatto questa tratta una volta insieme – racconta la moglie – lui poi l’aveva già percorsa diverse volte. Sono 20 anni che fa lo skipper per mestiere, naviga da quando ne aveva 18 per passione”.


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