Governo, che succede adesso?  

Scritto da il 7 maggio 2018

Governo, che succede adesso?

(Foto dal sito del Quirinale)

Pubblicato il: 08/05/2018 12:06

Dopo due mesi di colloqui, aperture, scontri, doppi forni e passi di lato, il rebus governo resta senza soluzione. Al termine del terzo e ultimo giro di consultazioni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha potuto che prendere atto ieri dell’impossibilità di formare un governo che abbia una maggioranza politica in Parlamento. Ora la palla passa ai partiti che dovranno decidere come uscire dalla crisi. A questo punto, in base alle indicazioni del presidente della Repubblica, gli scenari possibili sono quattro.

1) GOVERNO NEUTRALE FINO A DICEMBRE – Per superare lo stallo Mattarella, ritenendo di non poter aspettare oltre, ha annunciato che darà vita a un governo neutrale e ha chiesto ai partiti di consentirne la nascita attraverso il voto di fiducia. Un esecutivo che, se non si dovessere raggiungere nel frattempo un’intesa per una maggioranza politica, resterebbe in carica fino a fine dicembre per approvare la manovra economica ed evitare gli aumenti dell’Iva. Si tornerebbe così al voto all’inizio del prossimo anno. I componenti di questo governo di servizio e di garanzia sarebbero vincolati all’impegno di non candidarsi alle elezioni.

2) STAFFETTA GOVERNO NEUTRALE-GOVERNO POLITICO – Dopo la nascita di un governo neutrale, i partiti potrebbero prendersi del tempo per approfondire il confronto e verificare ancora la possibilità di raggiungere un’intesa al fine di formare un esecutivo politico che subentrerebbe, se l’ipotesi dovesse concretizzarsi, a quello di garanzia. In quel caso infatti, ha spiegato Mattarella, il governo in carica si dimetterebbe immediatamente.

3) ELEZIONI A LUGLIO – Il governo neutrale proposto dal presidente potrebbe però non ottenere la fiducia in Parlamento. M5S, Lega e Fratelli D’Italia hanno già chiarito che non lo sosterranno. Forza Italia sta valutando. Solo il Pd si è detto pronto ad appoggiare l’iniziativa del capo dello Stato. Senza fiducia l’esecutivo di garanzia resterebbe in carica per le elezioni che potrebbero svolgersi anche a luglio, in piena estate. Ipotesi che però, ha spiegato il presidente della Repubblica, renderebbe difficile l’esercizio del voto agli elettori. Sulla carta la prima data utile sarebbe domenica 22, perché è impossibile pensare che un eventuale scioglimento delle Camere, una volta sfiduciato il governo, possa arrivare prima di una decina di giorni. Da quel momento scatterebbero i 60 giorni che debbono trascorrere prima delle elezioni per rendere possibile l’organizzazione del voto all’estero. Mattarella ha però messo in guardia i partiti sul rischio che, andando alle urne a legge elettorale invariata, in Parlamento si possa riprodurre la situazione attuale con tre schieramenti tutti senza maggioranza.

4) ELEZIONI IN AUTUNNO – L’altra opzione, nel caso il governo neutrale non incassasse la fiducia, è quella di andare alle urne all’inizio dell’autunno. Si eviterebbe così il voto sotto l’ombrellone ma i rischi sarebbero altri e non di poco conto. Dopo le elezioni, come ha spiegato il capo dello Stato, potrebbe infatti non esserci il tempo necessario per elaborare e approvare la manovra finanziaria e il bilancio dello Stato per il prossimo anno. A quel punto sarebbe inevitabile l’aumento dell’Iva e i conseguenti effetti recessivi. Per Mattarella va anche considerato il rischio di esporre la situazione economica dell’Italia a manovre speculative. La soluzione del rebus insomma resta difficile ma il tempo è finito. E’ arrivato il momento di decidere.


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