Salone libro: Lagioia, bene innovare ma non cambi lo spirito 

Scritto da il 7 maggio 2018

Lagioia: Bene innovare il Salone del Libro ma non cambi lo spirito

Pubblicato il: 08/05/2018 18:18

Misembra di poter dire, sulla base di come sta iniziando, che la sfida di salvare e rilanciare il Salone del Libro di Torino sia stata vinta. Adesso, però, e questo non spetta a noi, bisogna dare gambe salde e sguardo lungo a questo progetto che siamo riusciti a rilanciare“. Parola di Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone del Libro di Torino che, in vista dell’avvio della 31esima edizione, in programma giovedì prossimo, si sofferma sia sulle prospettive per quest’anno, sia su quelle del futuro. Conversando con l’AdnKronos, lo scrittore barese dice la sua in merito anche al progetto secondo cui nei prossimi anni la regia culturale del Salone dovrebbe restare pubblica mentre l’ambito organizzativo e commerciale dovrebbe essere messi a gara e passare nelle mani dei privati.

Saluto con piacere qualunque passo in avanti si faccia per garantire il futuro del Salone. La cosa importante – spiega Lagioia – è, comunque, che il Salone nazionale del Libro resti a Torino anche perché qui c’è la sua formula magica. Se lo si spostasse questa formula verrebbe meno. Ciò che mi auguro è che lo spirito di questo Salone rimanga intatto, cioè che restino la vitalità, la voglia di sperimentazione, il fatto di essere riusciti a coinvolgere tutta la filiera legata al mondo del libro. Per quanto riguarda la squadra editoriale, posso dire che siamo pieni di bellissimi progetti per il futuro”. In ogni caso, “prima ci mettiamo a lavorare e meglio è, l’importante è non fare tutto di corsa, anche perché per costruire un Salone ci vuole un anno intero”, scandisce Lagioia.

Quanto invece all’edizione ‘pronta a salpare’, il premio Strega del 2015 sottolinea che “il Salone di Torino nasce con le migliori premesse, ci saranno tutti gli editori italiani. Ci soni così tanti editori che abbiamo dovuto costruire uno spazio supplementare per ospitarli tutti”. D’altra parte, questo è il Salone del Libro in cui “ci sono più editori, più autori internazionali, più operatori editoriali e culturali provenienti dai quattro angoli del mondo, più scuole”. Il Salone di Torino deve ancora “cominciare – ricorda a questo proposito Lagioia – e si sono già iscritti 26mila studenti che sono più di quelli arrivati alla fine del Salone dell’anno scorso”. Insomma, è un Salone “capace di portare non soltanto Torino ma l’Italia al centro della scena internazionale per quanto riguarda la cultura e il mondo del libro”. Tenendo conto “delle grandi difficoltà in cui abbiamo dovuto lavorare quest’anno direi che tutto questo è un risultato non scontato”.

Quanto al programma, il direttore editoriale della manifestazione torinese ricorda in particolare gli incontri con “il premio Nobel Herta Müller, che verrà a parlare della sua idea di letteratura, con lo scrittore Javier Cercas, che aprirà il Salone e con Fernando Aramburu che parlerà del suo libro ‘Patria’. Ci sarà un altro scrittore spagnolo, uno dei migliori al mondo, Javies Marias”. A rappresentare la Francia, paese ospite di quest’anno, ci sarà tra gli altri “il filosofo francese 96enne Edgar Morin”. Saranno poi presenti “anche due grandi registi, come Bernardo Bertolucci e Luca Guadagnino” e “lo scrittore Eduard Limonov: dopo 20 anni ha riottenuto il passaporto e può tornare in Europa, il primo posto in cui verrà è Torino. Ci saranno anche Alice Sebold, autrice di ‘Amabili resti’ e l’ultimo premio Pulitzer Andrew Sean Greer. Niccolò Ammaniti presenterà la sua serie tv ‘Il miracolo’. Al cinema Massimo saranno proiettati in anteprima il terzo e quarto episodio”

“Tutte le case editrici del Paese – aggiunge Lagioia – sono rappresentate e qui trovano una loro casa comune per discutere insieme e per farsi sentire da chi governa. I nostri editori potranno così trovarsi insieme per far valere le proprie ragioni. A Torino, in questo senso, potrebbe maturare anche una forza politica”. Non solo: “Il Salone del Libro – ricorda Lagioia – consentirà anche alla Buchmesse di Francoforte di presentare il proprio progetto per l’edizione del 2023 quando l’Italia sarà il Paese ospite. E questo perché da noi ci saranno tutti gli editori italiani. I nostri amici tedeschi giovedì alle 14 in Sala Blu incontreranno i rappresentanti dell’Aie e dell’Adei, la neonata associazione degli editori indipendenti”.

Nessuna competizione, infine, con ‘Tempo di Libri’, la fiera organizzata da La Fabbrica del Libro, joint venture costituita da Fiera Milano e da Ediser, società di servizi dell’Associazione Italiana Editori. “Noi dobbiamo competere solo con noi stessi cercando di migliorarci. La Fiera del Libro non migliorerà a seconda di quello che succede a Milano ma sulla base di come Torino, il Piemonte e il Paese la sapranno difendere. A Torino l’Aie avrà uno stand, noi lo accogliamo a braccia aperte e la stessa cosa vale anche per Adei”, conclude Lagioia.


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