Urne sotto gli ombrelloni? 

Scritto da il 7 maggio 2018

Urne sotto gli ombrelloni?

(FOTOGRAMMA)

Pubblicato il: 08/05/2018 06:59

Un governo neutrale rispetto alle forze politiche, di servizio, di garanzia” con una mission e un orizzonte temporale ben definiti: consentire nel frattempo alle forze politiche di ricercare ancora intese per dar vita ad un esecutivo politico. E se questo si rivelasse ancora impossibile, come verificato in questo mese di consultazioni, arrivare a dicembre per approvare la manovra economica ed evitare gli aumenti dell’Iva, per poi tornare al voto all’inizio del prossimo anno. Dopo aver verificato che all’orizzonte non vi sono possibilità di dar vita a maggioranze parlamentari in grado di sostenere un governo, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ritiene che ormai il Paese non possa più permettersi di rimanere senza un esecutivo nel pieno delle funzioni.

Per questo, parlando per otto minuti alla loggia alla Vetrata, pone i partiti di fronte alle loro responsabilità: “Scelgano, con il loro libero comportamento, nella sede propria, il Parlamento, tra queste soluzioni alternative: dare pienezza di funzioni a un governo che stia in carica finché, fra di loro, non si raggiunga un’intesa per una maggioranza politica e, comunque, non oltre la fine dell’anno. Oppure nuove elezioni subito, nel mese di luglio, ovvero in autunno”.

OMBRELLONI – Il Capo dello Stato non esclude a priori che le urne si possano aprire con gli ombrelloni, in pieno luglio, domenica 22. E’ infatti quella la prima data utile, perché è impossibile pensare che un eventuale scioglimento delle Camere, una volta sfiduciato il governo, possa arrivare prima di una decina di giorni. Da quel momento scatterebbero i 60 giorni che debbono trascorrere prima del voto.

Intanto il primo passo da compiere è la scelta del presidente incaricato di formare il nuovo governo, con la convocazione attesa entro mercoledì, anche se non si esclude una chiamata giovedì. Il toto-nomi è ormai partito da giorni, anche in riferimento alla compagine ministeriale, ma la situazione è ancora fluida. Anche perché non mancano i dubbi di chi preferisce conservare l’incarico attuale, piuttosto che lasciarlo per un mandato comunque limitato nel tempo.

NEUTRALITA’ – Con un vincolo che Mattarella porrà per assicurare la neutralità dell’esecutivo: “Chiederò ai suoi componenti l’impegno a non candidarsi alle elezioni”. La preoccupazione del Capo dello Stato è infatti di garantire che nessuno possa utilizzare Palazzo Chigi come palcoscenico per la prossima campagna elettorale.

Né l’attuale gabinetto, che Mattarella comunque ringrazia per il lavoro svolto e che sta svolgendo, tra l’altro figlio di un Parlamento e una maggioranza che non ci sono più. Né un governo politico di minoranza o bocciato dalle Camere. “Ritengo, in queste condizioni, che sia più rispettoso della logica democratica – spiega il Presidente della Repubblica – che a portare alle elezioni sia un governo non di parte”.

LEGGE STABILITA’ – L’orizzonte elettorale viene quindi messo da Mattarella nel novero delle cose possibili, senza tacere i pericoli che questo comporterebbe, arrivandoci appunto senza aver approvato la legge di Stabilità e con l’esercizio provvisorio. Soprattutto se si votasse in autunno.

Il rischio, avverte il Capo dello Stato, è “che non vi sia, dopo il voto, il tempo per elaborare e approvare la manovra finanziaria e il bilancio dello Stato per il prossimo anno. Con il conseguente, inevitabile, aumento dell’Iva e con gli effetti recessivi che l’aumento di questa tassa provocherebbe. Va considerato anche il rischio ulteriore di esporre la nostra situazione economica a manovre e a offensive della speculazione finanziaria sui mercati internazionali”.

GOVERNO DI SERVIZIO – Infine l’appello ad appoggiare il governo di servizio in vista degli imminenti appuntamenti europei: “Continuo ad auspicare un governo con pienezza di funzioni – afferma il Presidente Mattarella – che abbia titolo pieno per rappresentare l’Italia nelle imminenti e importanti scadenze nella Unione europea, dove in giugno si assumeranno decisioni che riguardano gli immigrati, il bilancio dei prossimi sette anni, la moneta comune”.


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