Musica: tra ‘900 americano e grandi bacchette la stagione 2019 di S. Cecilia  

Scritto da il 8 maggio 2018

Tra '900 americano e grandi bacchette la Stagione 2018-19 di Santa Cecilia

Michele dall’Ongaro, Antonio Pappano con la bacchetta di Harry Potter e Virginia Raggi (foto Musacchio & Ianniello)

Pubblicato il: 09/05/2018 18:14

Si apre nel segno di Leonard Bernstein e prosegue con George Gershwin e John Adams, senza dimenticare i 150 anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini, la seconda scuola di Vienna, il repertorio tradizionale e una nuova commissione a Ivan Fedele. E’ la Stagione 2018-2019 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, istituzione che “per la tredicesima volta consecutiva, la quarta sotto la mia presidenza, chiude il bilancio con i conti in ordine e anche un piccolo attivo che abbiamo utilizzato per il buffet”, ha scherzato Michele dall’Ongaro, presidente sovrintendente dell’istituzione, che ha presentato il cartellone. Un programma molto articolato che prenderà il via il prossimo 12 ottobre con il direttore musicale Antonio Pappano sul podio dell’Orchestra e del Coro ceciliani alle prese con ‘West Side Story‘ di Leonard Bernstein.

Una stagione che vede ben ventotto concerti sinfonici, diciotto da camera, tre importanti tour europei e una lunga tournée in Asia che impegnerà l’Orchestra e Pappano per quasi tutto il mese di novembre. Non solo. Nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica arriveranno anche tre orchestre ospiti, venti grandi bacchette, da Kirill Petrenko (neo direttore musicale dei Berliner Philharmoniker) a Gustavo Dudamel, da Daniele Gatti a Myung-Whun Chung fino al debutto romano di Sir John Eliot Gardiner. Ma anche del compositore americano John Adams che dirigerà le compagini ceciliane nel suo oratorio del 2012 ‘The Gospel according to the other Mary‘ in prima italiana.

Il libretto di Peter Sellars è tratto dal Vecchio e dal Nuovo Testamento e da scritti di Dorothy Day, una giornalista e attivista sociale americana “in prima linea nella battaglia per i diritti dei più deboli, che ha dimostrato come il vero impegno cristiano comporti anche il rischio della propria vita“, ha detto lo stesso Adams in un video proiettato durante la presentazione di oggi: “Ho diretto a Santa Cecilia 15 o 20 anni fa – ha aggiunto – nella vecchia sede. Adesso ho sentito dire che l’orchestra è fantastica. Sono molto felice di dirigerla”.

“Per la mia orchestra non voglio direttori che sappiano solo battere il tempo, ma voglio musicisti che abbiano qualcosa da dire, perché questo confronto e questo scambio sono la garanzia del futuro di Santa Cecilia“, dice Pappano che domani dirigerà la ‘Nona’ di Mahler, “un vertice del repertorio sinfonico dove ogni musicista deve dare il massimo. Stiamo facendo le prove, e sono rimasto commosso da questa orchestra“. Con la quale Pappano il 12 ottobre prossimo aprirà la stagione dirigendo ‘West Side Story’ con un cast internazionale costituito tra glia altri da Nadine Sierra, Alek Shrader, Jessica Vosk e Mark Stone, Aigul Akhmetshina. “Una sfida enorme dirigere Bernstein, visto che esistono diverse registrazioni dirette dallo stesso autore”, dice il maestro anglo-italiano che in quell’occasione si dividerà tra il celebre musical e la Tetralogia wagneriana alla Royal Opera House di Londra.

Appuntamento per Pappano anche con la seconda scuola di Vienna “che mancava da tanto tempo”, dice il direttore d’orchestra che eseguirà il Concerto per violino di Alban Berg accanto al ‘Requiem’ di Mozart e il ‘Pelleas e Melisande’ di Arnold Schoenberg assieme alla ‘Rapsodia in blu’ e ‘Un americano a Parigi’ di Gershwin. L’omaggio a Rossini nei 150 anni dalla morte, dopo lo ‘Stabat Mater’ di aprile scorso, proseguirà con la ‘Petite Messe Solennelle‘, una delle perle della maturità del compositore pesarese, che inaugurerà il 15 ottobre la Stagione da camera e vedrà Michele Campanella con Monica Leone ai pianoforti e un cast composto da Mariella Devia, Sara Mingardo, Sergey Romanovsky e Michele Pertusi.

Non mancheranno grandi star in veste solistica nei concerti sinfonici come Sol Gabetta, Daniil Trifonov, Gil Shaham, Joshua Bell, Emanuel Ax, Yefim Bronfman, Lisa Batiashvili o che brilleranno in formazioni cameristiche come Martha Argerich, Misha Maisky, Sayaka Shoji, e in recital come Andras Schiff, Arcadi Volodos, Grigory Sokolov, Alexandre Tharaud. Molti anche i musicisti italiani, spesso prime parti delle compagini ceciliane come Alessandro Carbonare o Alessio Allegrini. La contemporanea vedrà una commissione dell’Accademia a Ivan Fedele e un doveroso omaggio a Goffredo Petrassi, esponente della scuola musicale romana del quale “verrà eseguito ‘Noche oscura’, forse il suo capolavoro”, spiega dall’Ongaro.

E proprio il presidente sovrintendente di Santa Cecilia regala a Pappano “la bacchetta di Harry Potter. E’ quella bianca del cattivo, ma è una bacchetta magica – dice – e ti servirà per dirigere la ‘Grande messe des morts’ di Berlioz, con la quale inaugureremo la stagione 2019-2020(per i 150 anni dalla morte del grande compositore francese, ndr). Una partitura gigantesca con un organico sterminato che prevede addirittura dodici timpani. Ci vuole proprio un mago per dirigerla, caro Tony”.

Dall’Ongaro annuncia anche il riadattamento della sede storica dell’Accademia di Via Vittoria “adesso pronta per i corsi di perfezionamento con una nuova biglietteria”, e l’inziativa che prevede “l’ingresso gratuito per gli under 18 ai concerti di Santa Cecilia se accompagnati da un adulto che può acquistare il biglietto con lo sconto del 20%“. Un’iniziativa apprezzata dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti: “Siamo pronti a sostenerla in tutte le scuole della regione”, dice, sottolineando che la Regione Lazio “vuole essere presente non solo come sostegno economico all’Accademia (il cui bilancio è per metà di fondi pubblici e per l’altra metà di introiti da biglietteria e da sponsor privati, ndr), ma anche in maniera creativa con progetti finalizzati ai giovani, agli studenti e alla ricostruzione culturale delle aree terremotate del Lazio”.

Co le sue due Fondazioni liriche (Santa Cecilia e l’Opera di Roma, ndr), “possiamo dire che a noi romani la musica ci piace un sacco”, chiosa la sindaca Virginia Raggi, che ricorda come “con la Festa della Musica sia stata inaugurata nella Capitale una stagione in cui i musicisti scendono in piazza per portare ai cittadini che non la conoscono la musica classica. Se a Roma cresce la cultura musicale, significa che abbiamo fatto un’operazione di crescita culturale per la città della quale abbiamo bisogno e non lo sappiamo”, ha concluso, sottolineando il lavoro “fatto con Santa Cecilia per uscire fuori dalle sedi deputate e portare ai cittadini qualcosa che prima non conoscevano”.


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