“Giro vorticoso di denaro”: blitz anti-jihadisti    

Scritto da il 9 maggio 2018

Un giro vorticoso di denaro, pari a oltre 2 milioni di euro trasferiti attraverso il sistema non convenzionale ‘Hawala’, per il finanziamento di gruppi terroristici vicini alla organizzazione ‘Al-Nusra’, oltre che per attività di riciclaggio. E’ quanto emerge dall’operazione ‘Foreign Fighters’, condotta da uomini dello Scico di Roma e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia, che ha portato all’arresto di 10 siriani, facenti parte di un’associazione a delinquere aggravata, a carattere transnazionale (Svezia, Turchia e Ungheria).

ANTITERRORISMO – Le indagini della Guardia di Finanza, avviate nel 2015, hanno preso spunto da una preliminare attività di analisi sui flussi finanziari intercorsi attraverso il circuito dei money transfer con i cosiddetti Paesi ‘a rischio’, poste in essere anche da soggetti segnalati dal C.A.S.A. – Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo quali foreign fighters, stanziati nella comunità siriana stabilitasi tra le province di Como e di Lecco.

Personaggio di spicco dell’organizzazione è risultato Anwar Daadoue alias ‘Abou Murad’, stanziato in Svezia nella città di Norrköping, il quale, come emerso anche nell’ambito di una specifica attività rogatoriale attivata con il Regno di Svezia, gestiva l’attività di trasferimento – al di fuori del sistema bancario – di ingenti somme di denaro contante. L’uomo era coadiuvato in questa attività da Subhi Chdid detto ‘Abou Alì’ – domiciliato in Turchia – unitamente al fratello Hamoud Chdid e Abdulrahman Abou Daher.

BLITZ SOTTO COPERTURA – In tale contesto investigativo, il Servizio Centrale I.C.O. ha inoltre avviato un’operazione speciale sotto copertura, in collaborazione con i Servizi di Sicurezza nazionali (AISI), che ha permesso di avvicinare un importante membro dell’organizzazione criminale, Chaddad Ayoub, acquisendone la fiducia e consentendo di impossessarsi di importanti notizie relative al suo ruolo di deputato, per conto dell’organizzazione investigata, alla raccolta di denaro e alla movimentazione per finanziare il terrorismo internazionale, provando anche i suoi trascorsi di foreign fighter e i collegamenti con combattenti attualmente impegnati nel conflitto siriano tra le schiere di fazioni islamiste antigovernative.

In sintesi, era stata creata una consolidata rete di money transfer illegali attraverso i quali veniva garantito un canale sicuro per il riciclaggio del danaro, derivante da diverse attività illecite, in diversi Paesi dell’Unione europea ed extraeuropei, nonché per raccogliere fondi destinati ad alimentare organizzazioni terroristiche operanti in Medio Oriente.

RADICATI IN ITALIA – L’operazione, di conseguenza, ha di fatto disarticolato un’organizzazione criminale di matrice siriana che si era radicata in Italia, ma godeva di ramificazioni diversi Paesi, in grado di creare uno stabile reticolo di connivenze idoneo ad assicurare la capacità di garantire lo spostamento di ingenti importi in contanti, completamente al di fuori dei canali legali, che sono soggetti alla vigilanza antiriciclaggio.


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