Bassano in Teverina, il Comune che ricompra se stesso  

Scritto da il 10 maggio 2018

Bassano in Teverina, il Comune che ricompra se stesso

(Foto Adnkronos)

Pubblicato il: 11/05/2018 13:26

In un tempo in cui gran parte dei piccoli borghi antichi risorgono anche grazie agli investimenti dei privati, c’è un piccolo paese che per rinascere, il centro storico se lo è dovuto “ricomprare” da solo. È accaduto a Bassano in Teverina, un piccolo paese della Tuscia viterbese, terra di etruschi, romani. E poi, Matilde di Canossa, Papa Clemente VII, il Cardinale Altemps. Bassano con i suoi palazzi. Dagli Andreuzzi ai Verga all’acquisizione di palazzo Altemps da parte di Cy Twombly.

Già perché il piccolo paese della Tuscia ha il suo centro storico medievale, ma di fatto, per buona parte, fino a pochi mesi fa non era del tutto suo, in mano a tribunali fallimentari, a seguito della liquidazione di società immobiliari che detenevano il borgo, acquisito negli anni novanta per un progetto di rilancio turistico, mai decollato. Per non parlare del fatto che, per una serie di controversie mal gestite e trascinate da decenni, la stessa amministrazione comunale aveva pesanti pendenze verso le società private in liquidazione, e ben sette processi a carico. Una situazione difficilmente gestibile dalle casse di un comune di 1200 abitanti.

Eppure, con un po’ di ingegno e volontà, otto anni di contenziosi legali ed economici e infinite cause, l’amministrazione del comune viterbese è riuscita a riappropriarsi del suo centro storico, in parte ristrutturato, cedendo alla curatela fallimentare, che deteneva parte del borgo antico, una serie di edifici giudicati di minor interesse ma di egual valore economico. Una transazione, insomma. Che ha sbloccato anni di stallo. Antichi edifici, piazze, strade, aree verdi e ricreative, un intero parcheggio, sono rientrati nella disponibilità di Bassano in Teverina, che ora può finalmente vantare un importante centro storico, tutto suo, punto di partenza per lo sviluppo turistico – culturale del borgo. “Mediante la concretizzazione di questa transazione il comune rientra nella disponibilità di beni pubblici sanando anche tutte le vertenze legali in piedi tra le parti. Questo successo – sottolinea Alessandro Romoli – sindaco di Bassano – rappresenta il fondamento imprescindibile per il rilancio del nostro meraviglioso centro storico”.

Insomma, una storia a lieto fine, ma che dimostra quanto sia a volte rischiosa la via del recupero dei borghi storici da parte dei privati senza un’ attenta e vigile supervisione dello Stato. Del resto, l’attenzione, ora, deve essere ancor più alta alla luce del 3° Rapporto del 2018 sulle “Mafie nel Lazio”, presentato lo scorso aprile dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, dove si evidenzia un pericolo per tutta la provincia. In particolare, si legge che,”se c’è un rischio per la provincia di Viterbo, arriva certamente dalle cosche calabresi che hanno da sempre sfiorato questo territorio, intuito le tante ricchezze che possiede – non ultime quelle che riguardano il patrimonio culturale e artistico“.


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