Ferrero racconta l’origine e la qualità delle materie prime  

Scritto da il 10 maggio 2018

Ferrero racconta l'origine e la qualità delle materie prime

(Fotogramma)

Pubblicato il: 11/05/2018 14:41

Bontà, qualità, sicurezza. Sono le tre parole chiave della storia di Ferrero, multinazionale dolciaria di Alba, declinate quotidianamente nella scelta delle materie prime che vengono impiegate per la realizzazione dei prodotti. E proprio alla qualità e tracciabilita’ degli ‘ingredienti principe’ dei prodotti Ferrero, nocciole, cacao, karite’, canna da zucchero, olio di palma e latte, è dedicato il volume ‘Materie prime. L’origine della qualità’, curato da Caterina Ginzburg e presentato oggi al Salone del libro di Torino.

La pubblicazione, ultima di una quadrilogia di monografie dedicate a ‘Trent’anni della Fondazione Ferrero’, al ‘Progetto imprenditoriale Michele Ferrero’ e a ‘The joy of moving Kinder+Sport Ferrero’, racconta i processi di selezione delle materie prime, i territori da dove queste provengono e, attraverso una serie testimonianza, la storia di chi ogni giorno, in diverse parti del mondo, lavorare,p per produrle. A presentare il volume, l’ambasciatore Francesco Paolo Fulci, presidente di Ferrero S.p.A, Aldo Uva, chief operating officer Ferrero International, insieme ad esperti di alimentazione e nutrizionisti.

“Per Ferrero – ha sottolineato Uva – oggi qualità vuol dire riuscire a 360 gradi a investire in maniera corretta non solo sulle materie prime ma sui territori dove queste materie prime nascono e sulle persone che le lavorano e solo un approccio costante da queste tre componenti riesce a dare la dimensione della qualità. Oggi qualità è un concetto che si sta svuotando del suo significato, ne parlano tutti ma c’è una qualità detta e una qualità vera. Ferrero mettendo insieme qualità delle materie prime, l’impegno sociale sul territorio e cura delle persone crea un ecosistema che da’ la dimensione di che cosa per l’azienda è la qualità”

“Del resto l’antesignano della sostenibilità e della tracciabilita’ è stato proprio Michele Ferrero quando parlava di ‘sacco conosciuto’, che altro non è che il ‘block chain’ di cui oggi tutti parlano”, ha proseguito Uva richiamando tra le varie iniziative della multinazionale a sostegno della qualità il ‘Progetto nocciole Italia‘. “E una grande iniziativa che stiamo portando avanti perché crediamo fortemente che l’Italia che oggi è il secondo paese produttore di nocciole nel mondo possa continuare a elevare la qualità e la quantità delle nocciole grazie alla grandissima cultura contadina che abbiamo e al forte focus di innovazione che stiamo mettendo nelle filiere agricole”, ha concluso ricordando che proprio grazie al progetto nei prossimi sette otto anni l’Italia dovrebbe avere un raddoppio delle superfici di nocciole.

La nostra responsabilità sociale poggia su due grandi pilastri, da un lato il rispetto delle persone, dall’altro il rispetto del Pianeta“, ha aggiunto l’ambasciatore Fulci ricordando che “il successo di Ferrero dipende dalla cura della qualità che mettiamo nei nostri prodotti, Ferrero non esisterebbe se non fosse legata alla qualità e siamo orgogliosi che il Reputation Institute di New York da dieci anni ci mette al top tra le aziende alimentari.”

“Utilizzare sempre le materie prime migliori significa rispetto per i consumatori – ha osservato ancora Fulci – ma utilizzare le materie prime comporta anche una responsabilità sociale verso i produttori di queste materie prime che devono avere la giusta remunerazione per le loro fatiche e essere aiutati nella coltivazione, raccolta e conservazione dei prodotti. Il tutto – ha concluso – senza dimenticare la responsabilità etica, mai impiegare bambini lavoratori, su questo siamo fermissimi”.


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