“Non dovevi sposare nostra figlia”, sfregiano genero con l’acido  

Scritto da il 10 maggio 2018

Non dovevi sposare nostra figlia, sfregiano genero con l'acido

(Fotogramma)

Pubblicato il: 11/05/2018 16:19

Hanno ordinato una doppia aggressione con l’acido contro il genero, sfregiandolo, per vendicarsi del fatto che l’uomo, 48 anni, avesse sposato la figlia di 21 anni. Per questo due genitori italiani, lui 54 anni, residente a Torino, e lei 45 anni, abitante a Certaldo (Firenze), sono stati arrestati dai carabinieri di Poggibonsi (Siena). I due, ritenuti i mandanti di due raid subiti dal marito della figlia – il 23 febbraio scorso a San Gimignano (Siena) e il 19 aprile a Torino -, sono finiti in carcere: il padre a Torino e la madre a Firenze.

Marito e moglie separati da alcuni anni si sono temporaneamente ‘riuniti’ in un “piano delittuoso”, come hanno spiegato i carabinieri: perseguitare la figlia per il solo fatto di aver sposato una persona “sgradita”, “un uomo molto più vecchio” di lei e attentare alla vita del genero, che hanno minacciato e perseguitato negli ultimi tre anni in varie forme. Per attuare il loro “disegno criminoso”, la coppia ha ingaggiato un uomo rimasto finora sconosciuto, ma le indagini proseguono per dargli un’identità.

Il primo tentativo di gettare l’acido muriatico contro il genero di 48 anni è fallito. L’allarme per l’accaduto ha però spinto la figlia e il marito a trasferirsi temporaneamente a Torino, stessa città dove risiedeva il padre di lei. I genitori, una volta scoperto dove i due si nascondevano, hanno inviato una seconda spedizione punitiva ai danni dell’uomo. Questa volta l’acido ha colpito il 48enne al volto, provocandogli gravi conseguenze, sfregiandolo in modo permanente. Lo sconosciuto che ha gettato l’acido contro l’uomo ha urlato: “Sei uno schifoso pedofilo, te lo meriti”. E poi ha minacciato anche la sua giovane moglie.

La 21enne e il marito sono stati trasferiti in una residenza protetta in Toscana. Ora le indagini sono in corso per identificare gli autori materiali delle aggressioni.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, è stato reso noto oggi, è stata eseguita all’alba 7 maggio nelle province di Siena e Torino dai carabinieri della compagnia di Poggibonsi. Il provvedimento è stato emesso dal Gip presso il Tribunale di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti della coppia “resasi responsabile con comportamenti diversi, ma in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, danneggiamenti e lesioni gravi”.

Il provvedimento è stato adottato “in relazione al pericolo di reiterazione delle condotte criminose in danno di una delle parti lese che per ben due volte era stata fatta segno del lancio di acido ustionante al volto”. Le indagini sono scaturite dagli approfondimenti investigativi effettuati “in relazione alla dettagliata denuncia di una ragazza perseguitata dalla madre e dal padre per il fatto di aver sposato una persona sgradita, un uomo di 27 anni più grande di lei”.

Le indagini hanno definito il quadro delle ingiurie e delle minacce gravi (anche di morte) “confluenti nei reati di maltrattamenti in famiglia, di atti persecutori e infine anche di lesioni gravi, in relazione agli effetti dell’acido muriatico lanciato per due volte (con danni maggiori nell’episodio compiutosi nella città di Torino)”.

Le prove contro la coppia arrestata sono state raccolte anche a mezzo di intercettazioni telefoniche, con “elementi probatori sui due episodi, uno solo dei quali aveva condotto ad infliggere alla vittima uno sfregio permanente, ma anche sulle reiterate minacce rivolte alle vittime di tali comportamenti vessatori”.

E’ stato chiarito il quadro familiare dal quale è scaturito “l’incarico conferito dalla madre e dal padre a uno sconosciuto di deturpare con un acido il volto del marito della figlia”. Il procedimento penale è stato assunto per competenza dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino in quanto l’episodio più grave è avvenuto nel capoluogo piemontese. Le indagini proseguono per l’individuazione degli autori materiali dei due attentati che potrebbero essere diversi e i carabinieri hanno già idea di chi possano essere.


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