Perché il Cav era incandidabile  

Scritto da il 11 maggio 2018

Perché Berlusconi era incandidabile

(foto AdnKronos)

Pubblicato il: 12/05/2018 12:34

Silvio Berlusconi ‘riabilitato’. Il presidente di Forza Italia può infatti candidarsi nuovamente in seguito alla decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano che – come anticipato stamane dal Corriere della Sera – ha cancellato ieri gli effetti della condanna da parte della Cassazione, ricevuta dall’ex Cavaliere nell’agosto 2013 in merito al processo sui diritti tv Mediaset, che aveva fatto scattare l’incandidabilità imposta dalla legge Severino. Ma cosa prevede la legge e perché Berlusconi non ha potuto ricandidarsi finora?

La legge n°190 del 6 novembre 2012 – detta legge Severino dal nome dell’allora ministro della giustizia del governo Monti e sua principale autrice, Paola Severino – è la legge che regola i temi di prevenzione e repressione della corruzione. A corredo della disposizione, sono stati successivamente emanati dal governo Monti i decreti legislativi 235/2012, 33/2013 e 39/2013, sulla base della legge delega 28 giugno 2012, n.110.

Secondo la legge, in caso di condanna a due o più anni di carcere per reati compiuti intenzionalmente, è prevista l’incandidabilità – o, in caso di senatore o deputato già eletto, la decadenza dalle cariche elettive che deve essere votata dagli onorevoli della Camera di appartenenza – del condannato per i sei anni successivi alla sentenza passata in giudicato. La ‘Severino’ è inoltre retroattiva ed applicabile anche per reati commessi prima che la legge venisse approvata, qualora la condanna definitiva sia stata pronunciata dopo la sua entrata in vigore.

La norma è stata applicata per la prima volta per i candidati alle elezioni politiche italiane del 2013 e per le elezioni regionali successive. Il 27 novembre 2013, la decadenza è stata applicata anche nei confronti dell’ex presidente del Consiglio, senatore Silvio Berlusconi, condannato per frode a 4 anni di reclusione – di cui 3 condonati con l’indulto –e a una pena accessoria di due anni di interdizione ai pubblici uffici. Una decisione inaccettabile per il leader di Forza Italia, che insieme ai legali ne ha contestato in tutte le sedi possibili, fino ad arrivare alla Corte europea dei diritti dell’uomo, la retroattività.

Una volta espiato l’anno di condanna – impegnato per quattro ore, un giorno alla settimana, nell’istituto per anziani Sacra Famiglia di Cesano Boscone -, Berlusconi ha però potuto chiedere (e ottenere) la ‘riabilitazione’, che per il codice penale estingue le pene accessorie e gli effetti penali della condanna, compresa l’incandidabilità e l’interdizione dai pubblici uffici. Una volta emessa dal giudice, l’ordinanza è inoltre immediatamente esecutiva: ciò vuol dire che da ieri, Berlusconi – ormai decaduto da 5 anni – potrà ricandidarsi in una nuova tornata elettorale, tornando da protagonista in Senato in caso di vittoria nella prossima sfida alle urne.


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