Fatturato space economy a 350 mld dollari, Bocconi apre Lab  

Scritto da il 12 maggio 2018

Fatturato space economy a 350 mld dollari, Bocconi apre Lab

(Foto ESA)

Pubblicato il: 13/05/2018 12:31

Inizia ad avere numeri da capogiro l’economia che si genera in tutto il mondo dalle attività spaziali tanto che, ad oggi, “il fatturato della space economy”è schizzato “a livello globale a 350 miliardi di dollari, di cui il 70% è trainato dai crescenti servizi dallo spazio, mentre il restante 30% è rappresentato dalla manifattura” eppure “questa consistente fetta di mercato, in costante sviluppo, è ancora poco analizzata”. A scandirlo è l’economista Andrea Sommariva che anticipa così, parlando con l’Adnkronos, gli scenari della space economy che andrà ad analizzare il nuovo See Lab della Bocconi di cui è alla guida.

See Lab, che sarà presentato ufficialmente a giugno, “al momento è strutturato come un think tank e stiamo costruendo una piattaforma basata su Sda Bocconi, che ha grossa competenza in economia, e con diverse istituzioni nazionali che portano all’interno del lab competenze tecniche sulle attività spaziali” spiega Sommariva.

Con questo passo, segnala l’economista, l’Italia si dota, prima in Europa, “del secondo centro al mondo di ricerche sulla space economy, dopo quello fondato nella Silicon Valley dall’organizzazione Singularity University”. Difesa, telecomunicazioni, agricoltura, meteo, clima, gestione delle acque, trasporti, energia: quasi tutto ormai passa per lo spazio dove, in orbita intorno alla Terra, volano ormai ben 1.500 satelliti. Lo spazio “rappresenta un comparto di grande valenza economica, l’entrata in campo di aziende private -Space X di Elon Musk o Blue Origin di Jeff Bezos- ha fatto il resto” è il quadro che delinea il neo direttore di See Lab. Ma non solo.

Sommariva evidenzia come all’orizzonte si stia “concretizzando l’esigenza di accedere a nuove risorse naturali, materiali diventati rari sul nostro pianeta e che si trovano su Luna e asteroidi”. Dunque, “il perimetro delle attività spaziali e dei loro obiettivi si sta allargando, si sta andando oltre l’esplorazione scientifica dello spazio”, per questo, indica Andrea Sommariva, il See Lab “farà molta ricerca” per mettere a fuoco e delineare “la nuova economia dello spazio”.

L’economista ricorda che tutto nasce “da un’idea visionaria di Giovanni Bignami”, scienziato, astrofisico ed ex presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’Inaf, scomparso improvvisamente a maggio 2017, che “aveva capito bene il ruolo che avrebbe assunto la space economy, ne anticipava la portata”. “Parlavamo molto di questi temi, abbiamo imparato a vicenda dalle nostre differenti competenze ed ora anche in Italia si concretizza un centro in cui studiare l’economia dello spazio” afferma Sommariva che dal Fondo Monetario Internazionale a differenti think tank internazionali, e dopo una lunga esperienza in Medio Oriente, rientra in Italia per dare corpo a quel progetto.

Sommariva osserva infine che nonostante “le parziali analisi che abbiamo oggi, già si comprende” l’effetto moltiplicatore “offerto ai diversi settori dell’economia dai servizi satellitari“, così come “grazie al servizio meteo e alla gestione delle acque dallo spazio, negli Usa è salita la produttività della terra e dell’agricoltura”. “Ma è un presente che è già in evoluzione” avverte infine, indicando nel passaggio “dai grandi satelliti a costellazioni di mini-satelliti” e alla “nuova commistione fra pubblico e privato”, il passaggio ineludibile verso una nuova geopolitica dello spazio.


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