Aborto, a Roma nuovo manifesto choc  

Scritto da il 13 maggio 2018

Aborto, a Roma nuovo manifesto choc

Pubblicato il: 14/05/2018 13:52

Ci risiamo. Dopo il maxi poster anti-aborto affisso ad aprile da ProVita e poi fatto rimuovere, a Roma spunta un nuovo manifesto choc contro l’interruzione di gravidanza. Questa volta a firmare la crociata contro la legge 194 che da 40 anni (l’anniversario sarà il prossimo 22 maggio) tutela il diritto delle donne a scegliere, è CitizenGo Italia con lo slogan ‘L’aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo’.

“Abbiamo deciso di puntare su un forte slogan provocatorio – spiegano i promotori sulla pagina Facebook di CitizenGo – che fa leva sulla giusta, particolare attenzione di questi anni contro la violenza sulle donne per affermare che la prima violenza sulle donne è proprio l’aborto”.

Ma l’iniziativa rimbalzata sui social network ha già scatenato l’indignazione e la richiesta di rimozione anche per questo manifesto. “Chiediamo alla Sindaca Virginia Raggi – scrive la rete femminista Rebel Network – di intervenire immediatamente per far rimuovere questo vergognoso manifesto, affisso in via Salaria a #Roma da uno dei gruppi a nostra parere pro-odio e contrari alla libertà di scelta delle #donne”.

E sono tantissimi a condividere l’appello alla rimozione. “Il manifesto a Roma contro l’aborto deve essere tolto – scrive su twitter Paola – è un tuo diritto personale essere contro l’aborto ma non ti permetto di paragonarlo al femminicidio. Preoccupiamoci invece – prosegue nel post – di quella povera ragazza drogata e violentata da un branco di 5 ragazzi. Che paese stiamo diventando”. Le fa eco Davide che commentando lo slogan scelto da CitizenGo scrive: “L’aborto è causa di femminicidio. A causa di obiettori di partito che spingono donne a ricorrere a ciarlatani in luoghi non sicuri (ma non stanno parlando di questo)”.

Per Fux “il nuovo manifesto dei sedicenti pro-life contro l’aborto affisso a Roma è ancora più osceno del precedente, perché non fa solo disinformazione, ma si appropria di un tema serio come quello del femminicidio per fare propaganda contro i diritti delle donne. E anche Selvaggia Lucarelli condanna chi usa “in maniera vile e strumentale il termine ‘femminicidio’ per attirare l’attenzione su una campagna contro l’aborto”.

Che tristezza usare in maniera vile e strumentale il termine “femminicidio” per attirare l’attenzione su una campagna contro l’aborto. pic.twitter.com/F78brSbDHp

— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) 14 maggio 2018


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