Allo studio farmaco blocca raffreddore  

Scritto da il 13 maggio 2018

Allo studio farmaco blocca raffreddore

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Pubblicato il: 14/05/2018 21:11

E’ il rebus dei rebus, a dispetto della banalità dei suoi sintomi. Una ‘bestia nera’ su cui scienziati con curriculum di tutto rispetto hanno collezionato fallimenti: nessuno finora è riuscito a trovare una cura per il comune raffreddore.

In molti hanno alzato bandiera bianca, per l’inafferrabilità dei suoi virus che ogni anno continuano a fare ‘strage di nasi’ in tutto il mondo, agendo indisturbati a colpi di starnuti. Ma anche questo mito potrebbe ora crollare. Perché in Gb un team di ricercatori dell’Imperial College London ha testato in laboratorio una molecola che dai primi esperimenti sembra in grado di combatterli, impedendo loro di ‘conquistare’ le cellule umane.

IL VIRUS – Il comune raffreddore è causato da una famiglia di virus con centinaia di varianti, cosa che rende quasi impossibile diventare immuni o vaccinarsi contro tutti loro. Sono per di più virus che si evolvono rapidamente, il che significa che possono rapidamente sviluppare resistenza ai farmaci. Per questi motivi la maggior parte dei rimedi contro il raffreddore si basa sul trattamento dei sintomi dell’infezione – naso che cola, mal di gola e febbre – piuttosto che sulla lotta al virus stesso. La molecola protagonista del nuovo studio, pubblicato su ‘Nature Chemistry’, nei primi test di laboratorio con cellule umane si è invece dimostrata capace di bloccare completamente più ceppi di virus del raffreddore. Un primo passo avanti che fa sperare gli autori della ricerca, i quali ora puntano ad approdare ai test sugli animali e poi sull’uomo.

La nuova molecola mira alla N-miristoiltransferasi (Nmt), una proteina delle cellule umane, perché è questa che i virus ‘sequestrano’ per costruire il guscio proteico, o capside, che protegge il loro genoma. E dal momento che tutti i ceppi hanno bisogno di questa stessa proteina umana per creare nuove copie di se stessi, la molecola potrebbe essere un jolly, cioè dovrebbe funzionare contro tutti. Anzi, secondo gli autori della ricerca, sarebbe in grado di agire anche contro altri virus della stessa famiglia del raffreddore (polio, ‘mani-bocca-piedi’). Non solo: l’avere come target una proteina umana, e non il virus stesso, renderebbe altamente improbabile la comparsa di virus resistenti.

IL FARMACO – “Il comune raffreddore – osserva il ricercatore principale Ed Tate, del Dipartimento di chimica dell’Imperial – è per la maggior parte delle persone un semplice inconveniente, ma può causare gravi complicazioni a chi soffre di disturbi quali ad esempio l’asma e la Bpco. Un farmaco come questo potrebbe essere estremamente utile se somministrato all’inizio dell’infezione e stiamo lavorando per creare una versione che possa essere inalata, in modo che arrivi rapidamente ai polmoni”.

In realtà ci sono già stati in precedenza dei tentativi di creare medicinali che avessero come bersaglio le cellule umane piuttosto che i virus, ma molti hanno l’effetto collaterale di essere tossici. I ricercatori hanno invece dimostrato nei test in vitro che la nuova molecola ha completamente bloccato diversi ceppi del virus del raffreddore senza colpire le cellule umane. Sono però necessari ulteriori studi per assicurarsi che effettivamente non sia tossica nell’organismo. La ricerca ha coinvolto anche i laboratori di Roberto Solari e Seb Johnston dell’Imperial’s National Heart & Lung Institute, e ha visto la collaborazione di Aurelie Mousnier (Imperial e Queen’s University di Belfast), dei biologi strutturali dell’University of York e di colleghi del Pirbright Institute.

LA SCOPERTA – Come si è arrivati alla scoperta? La squadra di chimica farmaceutica, guidata da Andy Bell (fra i ‘papà’ del Viagra), era originariamente alla ricerca di molecole che mirassero alla proteina nei parassiti della malaria. Analizzando grandi librerie di composti, ne hanno trovati due che funzionavano meglio insieme. Inventando un nuovo modo di combinarli, hanno creato una molecola, nome in codice IMP-1088, risultata oltre 100 volte più potente rispetto alle precedenti che avevano come bersaglio la proteina nell’uomo. “Il modo in cui funziona il farmaco – conclude Tate – implica che dovremo essere sicuri che venga usato contro il virus del raffreddore, e non per condizioni simili con cause diverse, per minimizzare le possibilità di effetti collaterali”.


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