Volo Malaysia Airlines scomparso, “pilota si è suicidato” 

Scritto da il 14 maggio 2018

Volo Malaysia Airlines scomparso, pilota si è suicidato

(Xinhua)

Pubblicato il: 15/05/2018 17:04

Avrebbe deliberatamente portato l’aereo ad inabissarsi nell’Oceano Indiano il pilota del volo MH370 della Malaysia Airlines scomparso l’8 marzo 2014 dopo il decollo da Kuala Lumpur per Pechino con 239 persone a bordo: è la tesi sostenuta da un gruppo di esperti internazionali di aviazione riuniti per un confronto dal programma ’60 Minutes Australia’ per cercare di chiarire uno dei più grandi misteri dell’aviazione ancora irrisolti.

Mentre gli inquirenti ancora cercano di localizzare il relitto dell’aereo, gli esperti hanno ventilato la possibilità che non si sia trattato di un incidente ma di un suicidio-pluriomicidio ad opera del pilota Zaharie Ahmad Shah. “Si è suicidato, ma purtroppo ha anche ucciso tutti coloro che si trovavano a bordo”, ha dichiarato l’inquirente canadese Larry Vance. Un’ipotesi peraltro già formulata subito dopo la scomparsa del velivolo quando si era parlato anche di problemi coniugali del pilota, che secondo quanto si disse allora aveva appena appreso che la moglie lo avrebbe lasciato a breve.

Secondo queste ricostruzioni, a bordo tutti, tranne una persona, erano privi di conoscenza, a causa dell’improvvisa depressurizzazione del Boeing 777. Così il capitano avrebbe portato l’aereo lungo la rotta precedentemente studiata, con una deviazione sulla sua città natale, vicino Penang, in Malaysia. Per due volte, chiunque fosse ai comandi dell’aereo lo ha fatto inclinare verso sinistra, poi a destra, e di nuovo a sinistra, come per dare ‘un’occhiata finale’, hanno ipotizzato gli esperti, che hanno parlato di un lungo, emozionante addio o un saluto alla sua città natale.

Per il pilota del Boeing 777 e istruttore Simon Hardy, che ha ricostruito la rotta sulla base dei radar militari, il capitano Shah ha volato lungo il confine tra Malaysia e Thailandia, uscendo e rientrando negli spazi aerei dei due paesi per evitare di essere notato e rischiare di essere intercettato: la strategia era quella di non allarmare il controllo aereo a terra, hanno spiegato gli esperti, di non farsi notare più di tanto stando il minimo indispensabile all’interno dello spazio aereo dei singoli stati.

Gli esperti di ’60 Minutes’ hanno cercato di rispondere proprio a questo quesito: come può un aereo moderno, seguito da radar e satelliti semplicemente sparire? Perché, hanno risposto, il pilota – che aveva 20mila ore di volo alle spalle e si era costruito un simulatore in casa – lo voleva e sapeva come farlo.

Secondo l’esperto e i suoi colleghi il capitano Shah ha volato 115 miglia oltre il punto che si ritiene avesse raggiunto. “Si è trattato di una missione portata a termine da qualcuno dell’equipaggio che ha voluto nascondere l’aereo portandolo il più possibile lontano dalla civiltà”, ha dichiarato Hardy. “Il che ci porta al di fuori dell’aera di ricerche attualmente in considerazione”.


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