Cav riabilitato, la procura generale non si oppone  

Scritto da il 15 maggio 2018

Cav riabilitato, la procura generale non si oppone

(Afp)

Pubblicato il: 16/05/2018 16:27

La procura generale di Milano ha deciso di non opporsi alla decisione con cui Tribunale di Sorveglianza ha sancito la riabilitazione nei confronti di Silvio Berlusconi. A questo punto non c’è più nessun ostacolo alla candidatura dell’ex premier.

La procura, guidata dal procuratore Roberto Alfonso, aveva 15 giorni di tempo – a partire dal giorno della scelta dei giudici -, per decidere se opporsi e quindi eventualmente discutere in Cassazione. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano, venerdì scorso, ha concesso la riabilitazione a Berlusconi, dopo la condanna per frode fiscale nel processo relativo ai diritti tv Mediaset, dando atto dell’espiazione della pena (4 anni di reclusione, di cui 3 coperti da indulto) e dei risarcimenti alle parti civili.

Nel provvedimento del Tribunale della Sorveglianza, di quattro pagine, si fa riferimento a tre relazioni di servizio delle questure di Milano e Roma e dei carabinieri di Monza in cui si dà atto della ‘buona condotta’ del leader di Forza Italia.

In particolare si attesta “un comportamento totalmente privo di segnalazioni rilevanti in termini negativi, che dunque portano a ritenere sussistente il requisito della regolarità della condotta“. Un requisito necessario per concedere la riabilitazione che estingue le pene accessorie e ogni altro effetto della condanna, inclusa la legge Severino, e restituisce al leader di Forza Italia la possibilità di candidarsi alle elezioni.

Inoltre, nel provvedimento del tribunale, si evidenzia come due denunce presentate per diffamazione e voto di scambio sono state archiviate. Sempre in relazione al periodo di valutazione – dalla condanna nel 2013 alla scadenza dei tre anni che la legge prevede debbano trascorrere dall’espiazione della pena – “emerge la sussistenza di carichi pendenti presso le procure della Repubblica di Milano, Roma e Torino”, tutti legati al caso Ruby.

“Tali pendenze – scrive il Tribunale di Sorveglianza – non escludono di per sé la sussistenza della regolarità della condotta”. In definitiva, il collegio ritiene che “sussistano tutti i requisiti prescritti per l’accoglimento dell’istanza, in assenza di dati significativi di segno contrario”. A Milano, dove è in corso il processo sul caso Ruby, Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari per aver comprato il silenzio di una ventina di testimoni.

Se la presenza di indagini non è ostativa alla riabilitazione di Berlusconi e la decisione della procura generale gioca a vantaggio del leader di Forza Italia, per il Cav c’è un altro rischio, ovvero l’articolo 180 del codice penale che recita: “La sentenza di riabilitazione è revocata di diritto se la persona riabilitata commette entro sette anni un delitto non colposo, per il quale sia inflitta la pena della reclusione per un tempo non inferiore a due anni, od un’altra pena più grave”.


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