Tim e Wind, Agcom pronta a sanzioni  

Scritto da il 15 maggio 2018

Tim e Wind, Agcom pronta a sanzioni

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 16/05/2018 14:37

L’Agcom ha annunciato l’avvio di un procedimento sanzionatorio per verificare trasparenza delle informazioni e il rispetto del diritto di recesso di Tim e Wind Tre. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha avviato il procedimento “nell’ambito dell’attività di vigilanza sul ripristino della cadenza mensile della fatturazione e dei rinnovi delle offerte dei servizi di comunicazioni elettroniche” e il “procedimento sanzionatorio” è stato aperto dall’Agcom nei confronti degli operatori Tim e Wind Tre “per condotta non conforme alle disposizioni di settore, con particolare riferimento all’art. 70 del Codice delle comunicazioni elettroniche”.

Il Consiglio dell’Autorità, ha spiegato l’Agcom, “ha preso in esame la riformulazione delle modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali poste in essere dagli operatori successivamente al provvedimento numero 27087 con cui l’Autorità garante della concorrenza e del mercato è intervenuta nei confronti di Assotelecomunicazioni, Tim S.p.A., Wind Tre S.p.A, Fastweb S.p.A. e Vodafone S.p.A. in relazione all’asserita intesa concernente la determinazione delle modifiche di prezzo comunicate agli utenti in occasione della rimodulazione del ciclo di fatturazione in ottemperanza alla legge 172/2017″.

“A seguito della rideterminazione da parte degli operatori dell’originario aumento dei rinnovi delle offerte, l’Autorità ha richiamato Tim S.p.A e Wind Tre S.p.A al rispetto degli obblighi previsti dalla normativa di settore in materia di informativa nei confronti degli utenti interessati dalla nuova manovra al fine di consentire, anche mediante il legittimo esercizio del diritto di recesso, scelte contrattuali consapevoli” ha precisato l’Agcom in una nota.

Un’altra “vittoria per i consumatori” commenta l’Unc. “Sono state accolte le nostre tesi. Non è accettabile – spiega l’Unc – che si comunichino variazioni contrattuali in modo poco chiaro e incompleto senza far capire ai clienti, ad esempio, quanto finiranno concretamente per pagare. Non basta indicare una variazione della tariffa in termini percentuali, ma va tradotta in euro e centesimi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se le comunicazioni inviate dalle compagnie per segnalare le modifiche contrattuali ai loro clienti non sono esaustive, insomma, si finisce per limitare il diritto di recesso, anche se questo viene formalmente ricordato” conclude Dona.


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