Buffon: “Sabato la mia ultima partita con la Juve”  

Scritto da il 16 maggio 2018

Buffon: Sabato la mia ultima partita con la Juve

(Afp)

Pubblicato il: 17/05/2018 11:58

Sabato sarà la mia ultima partita con la maglia della Juventus e credo sia il modo migliore per finire questa grandissima avventura, finirla con altre due vittorie veramente importanti e per finirla con la vicinanza e l’accompagnamento di tutto il popolo juventino”. Lo ha annunciato il portiere bianconero Gigi Buffon in conferenza stampa all’Allianz Stadium di Torino. Il 40enne capitano lascia il club bianconero dopo 17 anni.

“Ringrazio il presidente Agnelli che per me è qualcosa di più, con lui si è sviluppato un rapporto di vicinanza, condivisione, amicizia. I fattori sono quelli dell’onestà, la lealtà e la lotta feroce all’ipocrisia e questo è un dominante che ci ha unito in tutto. Il fatto che sia presente insieme alla dirigenza e a Chiellini che prenderà i gradi di capitano, per me è un grande onore e un grande piacere”.

“E’ una giornata ricca di emozioni, a cui arrivo con serenità ma anche con felicità e appagamento. Sentimenti figli di un percorso straordinario e bellissimo che ho avuto la fortuna di potere condividere con tante persone che mi hanno voluto tanto bene e io l’ho percepito giorno dopo giorno ed ho lottato e cercato di fare del mio meglio”, ha aggiunto Buffon.

La mia paura era arrivare alla fine della dell’avventura con la Juve da sopportato o da giocatore che aveva fuso il motore. Posso dire che non è così e sono veramente orgoglioso, fino a 40 anni, di aver potuto esprimere in campo sempre delle prestazioni all’altezza del mio nome e di quello della Juventus. E’ la più grande gratificazione, per questo arrivo a questo saluto felice e non è scontato per uno sportivo essere così longevo e preformante. Voglio ringraziare la famiglia Juventus e la Juve, che ha preso nel 2001 un talento straordinario, sono di parte – ha detto Buffon commosso e sorridente -, ma se questo talento si è tramutato in un campione è perché la Juve ha fatto in modo che ciò accadesse. Mi ha fatto fare uno step in convinzione, e se a 40 anni sono ancora qua è solo per merito della Juve e della sua mentalità, del suo approccio al lavoro diverso da tutto il resto del mondo, e questa mentalità l’ho fatta mia e sono sicuro che la adopererò nel dopo calcio, se dovesse servire. L’unico modo che conosco per arrivare a risultati è farlo con la felicità di aver sofferto, speso, essersi dannati e aver gettato il cuore oltre l’ostacolo e oltre ai risultati e coppe questo è il più grande risultato e ringrazierò la Juve per sempre”, ha aggiunto il portiere.

Cosa farò? Sabato giocherò una partita e questa è l’unica cosa certa che so di fare. Con Andrea c’è un dialogo continuo ed è a conoscenza di tutto quello che sta accadendo intorno a me ed anzi è un consigliere del quale non voglio privarmi. Fino a 15 giorni fa era acclaratamente risaputo e certo che avrei smesso di giocare, adesso penso che sono arrivate delle proposte e delle sfide stimolanti, sia in campo che fuori dal campo, e la più importante fuori dal campo me l’ha fatta pervenire proprio Andrea. E credo che dopo questi tre giorni, che saranno pregni e densi di emozioni, la prossima settimana dopo due o tre giorni di riflessioni, in modo sereno prenderò la decisione definitiva e certa che alla fine sarà quella di seguire ciò che urla la mia indole e la mia natura”. Sono le parole in conferenza stampa di Gigi Buffon che sabato ha ammesso che giocherà la sua ultima partita con la maglia della Juventus ma ancora non ha deciso cosà farà in futuro, non escludendo di continuare a giocare.

Quest’anno è stata snervante, un’annata forte dal punto di vista emotivo, anche perché è iniziata presto. Di solito le emozioni vere arrivano a marzo, quest’anno già a novembre ci siamo fatti carico con Giorgio e gli altri del fallimento del Mondiale. Poi è stata una stagione con dei bassi clamorosi e inaspettati e dei picchi incredibili – ha proseguito Buffon -. Questo ha fatto sì che la razionalità a volte venisse meno e qualche perplessità dopo Juve-Napoli c’era. Dovevamo capire se eravamo ancora noi, se saremmo riusciti a ricompattarci o se questa sensazione di esserci dissolti e disuniti si sarebbe protratta. Invece per l’ennesima volta abbiamo dato una risposta incredibile”.


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