In arrivo nuovi rifiuti elettronici, rischi e opportunità  

Scritto da il 20 maggio 2018

In arrivo nuovi rifiuti elettronici, rischi e opportunità

Pubblicato il: 21/05/2018 15:05

eBike e penne usb. Stufe a pellet, prolunghe e prese elettriche. Sono tra le ‘nuove’ apparecchiature elettriche ed elettroniche che, una volta dismesse, finiranno nella categoria Raee e quindi differenziate e gestite come tali. Ad agosto, infatti, entra in vigore l’Open Scope, ovvero quanto previsto dal Decreto Legislativo 49/2014 che da metà mese estende la tipologia dei prodotti elettrici ed elettronici soggetti alla normativa europea sui rifiuti elettronici (Raee). In pratica vi rientreranno tutte le apparecchiature non esplicitamente escluse. Così nuovi oggetti di uso comune dovranno essere differenziati correttamente dai cittadini e nuovi soggetti (i relativi produttori) saranno coinvolti nella loro dismissione.

Di cosa si tratta esattamente e cosa cambia? “L’Open Scope è il tentativo da parte dell’Ue e degli Stati membri di trovare soggetti cui affidare il finanziamento e la gestione di una sempre più ampia tipologia di rifiuti. Quindi sotto il cappello dei Raee vengono inserite altre tipologie di apparecchiature che fino ad agosto 2018 non erano considerate tali. Avremo progressivamente un numero di soggetti chiamati a finanziare queste attività più ampio, quindi potenzialmente più risorse“, spiega all’Adnkronos il direttore generale di Ecodom e neopresidente del Centro di Coordinamento Raee Giorgio Arienti.

Maggiori risorse per gestire maggiori quantità di prodotti da smaltire. Con diversi risvolti socio-economici positivi. I dati aggiornati di uno studio Remedia-Iefe Bocconi prevedono 13-15mila posti di lavoro in più, 98-112 milioni di euro di valore economico associato alle emissioni risparmiate e 1.250 milioni di euro di risparmio nell’acquisto di materie prime. Non solo. Se i target di raccolta (65% sull’immesso al consumo dal 2019) saranno raggiunti, il passaggio al nuovo sistema determinerà anche un netto calo delle emissioni di CO2 pari a 2,2/2,5 milioni di tonnellate all’anno.

“Con l’entrata in vigore dell’Open Scope – rimarca Danilo Bonato, direttore generale di Consorzio Remedia – molti più prodotti, che prima non erano considerati Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE, ndr), rientreranno nell’ambito di applicazione. Questo cambiamento normativo è un’ulteriore opportunità per la tutela dell’ambiente in quanto permetterà il riciclo di più rifiuti, permettendo di ricavare maggiori quantità di materiali e di ridurre gli impatti ambientali, in termini di emissioni di CO2, consumo di acqua, suolo ed energia”.

Opportunità, dunque, ma anche rischi. “Temo, come è successo all’inizio del sistema Raee, che i produttori ci metteranno molto tempo prima di accorgersi che hanno un nuovo obbligo di legge quindi non sarà immediato il fatto che i nuovi produttori si adeguino alla nuova normativa – afferma Arienti – Per quanto riguarda i cittadini sarà molto importante spiegare che altre tipologie di rifiuti devono essere oggetto di raccolta differenziata”.

Quindi: informazioni chiare con un elenco dei prodotti e delle modalità di smaltimento (“bisogna che qualcuno dica in modo ufficiale ‘questa è la lista delle apparecchiature’ almeno di quelle che non sono considerate Raee e poi si può cominciare a spiegare ai consumatori che devono prestare maggiore attenzione”).

Ovvero chiarire quali ‘nuovi’ apparecchi, grandi e piccoli, vanno separati (come già oggi previsto per i Raee) e non buttati nel sacco dell’indifferenziata e far conoscere i servizi di raccolta a disposizione come le isole ecologiche o il ritiro a domicilio, oltre alle modalità di ritiro da parte del negoziante (‘1 contro 1’ e ‘1 contro 0’).

Sulla stessa linea Bonato. “Come in ogni evoluzione – dice il dg di Remedia – occorre avere chiare indicazioni, in questo caso dei confini del nuovo ambito di applicazione, di quali prodotti rientrano e come devono essere raccolti, altrimenti si rischiano da un lato errate dichiarazioni di immesso sul mercato, con conseguente disequilibrio dei target di raccolta e distorsioni competitive tra produttori, e dall’altro di effettuare una raccolta non ottimale in termini di trattamento e riciclo. Remedia è impegnata nei tavoli di lavoro del Centro di Coordinamento e negli incontri con il ministero dell’Ambiente contribuendo alla definizione degli aspetti necessari per il cambiamento”.

Una sfida importante per il sistema e per l’Italia che, nonostante i trend positivi, oggi ricicla poco più di un terzo di quanto immesso al consumo mentre al 2019 il target europeo prevede di arrivare ad un ben più sostanzioso 65%. Come raggiungerlo? “Occorrerà pensare nuove e più funzionali modalità di raccolta, soprattutto in considerazione del fatto che molte tipologie di prodotti che da agosto rientreranno nell’ambito di applicazione potrebbero far fatica ad essere intercettati e arrivare nei Centri di raccolta. Sarà inoltre necessario maggior impegno da parte di tutti gli attori coinvolti nella filiera di raccolta dei Raee, soprattutto dei consumatori e della distribuzione per la raccolta 1 contro 0. Non ultimo, sarà fondamentale intercettare e rendicontare anche quei Raee che oggi sfuggono al sistema di raccolta ufficiale”, conclude Bonato.


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