L’impegno etico di Pippo Fava in ‘Prima che la notte’ su Rai1  

Scritto da il 20 maggio 2018

L'impegno etico di Pippo Fava in 'Prima che sia notte' su Rai1

Fabrizio Gifuni nei panni di Pippo Fava in ‘Prima che sia notte’

Pubblicato il: 21/05/2018 17:23

La mafia purtroppo non uccide solo d’estate. Pippo Fava, giornalista carismatico e complesso che da sempre aveva fatto dell’etica e della lotta alla criminalità organizzata il suo credo professionale e umano, viene ucciso nella fredda notte del 5 gennaio 1984 a Catania da cinque spari di origine mafiosa. Oggi la storia del fondatore de ‘I Siciliani’ è un film dal titolo ‘Prima che la notte’ – “bello, ma proprio bello” secondo Don Luigi Ciotti – diretto da Daniele Vicari e interpretato da Fabrizio Gifuni, Dario Aita e Lorenza Indovina, che arriverà dopodomani in prima serata su Rai1 in occasione della Giornata della legalità che si celebra il 23 maggio, giorno dell’omicidio del giudice Giovanni Falcone.

Il film è frutto di una coproduzione Rai Fiction-Iif, prodotto da Fulvio e Paola Lucisano, scritto da Claudio Fava, Michele Gambino, Monica Zappelli e lo stesso Vicari, ed è tratto dall’omonimo libro di Claudio Fava e Michele Gambino edito da Baldini & Castoldi. “Un film straordinario che ho citato l’altro giorno parlando di giornalisti minacciati dalle mafie: Fava era il simbolo dell’impegno etico del giornalista e devo ringraziare chi ha trasformato questa vicenda etica in un film che con il linguaggio del cinema riesce a raccontare una storia, che è anche tragica, ma che a me alla fine ha lasciato un sorriso per la sua capacità di rompere la retorica”, chiosa la presidente della Rai, Monica Maggioni, alla presentazione di ‘Prima che la notte’ in Viale Mazzini.

Un film che racconta Pippo Fava “da vivo – afferma il figlio Claudio – perché spesso si sono raccontate storie di morte e di eroismo. Ma gli eroi sono lontani da noi, mentre il film di Vicari racconta la vita che è fatta di allegria, paure, passioni che rendono questi personaggi simili a noi. Sono storie di vita e non di morte e meno si celebra, più si ricordano queste persone. Inoltre – aggiunge Fava – il film restituisce densità e verità e soprattutto parla di mafia senza mai mostrarla, senza mettere in scena i mafiosi come personaggi”.

Un film “bello, ma proprio bello – dice don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera – che entra dentro con grande cura ed è recitato da attori bravi e credibili che hanno reso vivo tutto. Pippo Fava – dice – che io non ho conosciuto direttamente, è descritto come lo immaginiamo: un uomo colto, curioso, divorato dalla passione per il giornalismo, allegro e ottimista. Ma è un uomo che grida nel deserto, cosa che – avverte don Ciotti – rischiamo di fare noi oggi qui. Perché non bisogna più parlare di ‘etica nella professione’ ma di ‘etica come professione’. L’etica deve essere alla base delle scelte della nostra vita e la legalità, che oggi è spesso una bandiera sventolata anche da chi la calpesta, non può essere una parola astratta, un idolo, ma deve diventare una parola viva“.

E Pippo Fava è stato proprio “un giornalista che ha fatto dell’etica la sua ispirazione di vita e che per questo è stato ucciso dalla mafia”. Lui “credeva nel giornalismo come forza essenziale della società, una forza vigilante e una garanzia di verità”, spiega in un messaggio la direttrice di Rai Fiction, Tinny Andreatta, assente dalla presentazione per impegni all’estero. Andreatta sottolinea come ‘Prima che la notte’ continui “la linea editoriale di Rai Fiction volta a raccontare l’eroismo civile, l’impegno di chi di fronte alla sfida della criminalità organizzata non si è fermato. Una linea di produzione che è profondamente radicata nella missione di servizio pubblico”.

‘Prima che la notte’ ha un vero e proprio taglio cinematografico, è “generoso, a cominciare dalla durata di 117 minuti, ed ha un ritmo incalzante”, spiega Fabrizio Zappi, capostruttura di Rai Fiction. E’ stato realizzato velocizzando i tempi per poterlo mandare in onda il 23 maggio. “Un film si fa solo con attori straordinari e per riuscire deve vivere della passione di tutte le persone che lo fanno. Per questo ringrazio tutti gli attori“, dice Vicari facendo alzare in piedi tutto il cast. “La mafia vince solo se noi le diamo l’ultima parola” aggiunge il regista e cita una frase di Pippo Fava: “Non vale la pena vivere la vita se non si lotta“.

“Pippo Fava è un personaggio che qualsiasi attore vorrebbe incontrare“, osserva Gifuni, spiegando che la realizzazione di questo film per lui è stata “la confluenza virtuosa di tanti elementi”, dalla voglia di tornare in Tv, “medium importantissimo che ho fatto poco proprio per il grande rispetto che ho nei confronti del linguaggio televisivo”, al testo, “che è sempre la prima cosa da cui parto”. Ma anche perché in ‘Prima che la notte’ “c’è il teatro, luogo dove io mi gioco tutto e sono disposto a giocare tutto”. Il film racconta anche l’aspetto privato del direttore de ‘I Siciliani’, rappresentato dalla moglie Elena interpretata da Lorenza Indovina: “Un aspetto necessario del racconto, perché Fava era un uomo che non si poteva imbrigliare, e la forza della moglie è stata di averlo capito“, dice l’attrice.

Ho vissuto buona parte della mia vita cercando di essere all’altezza del mio direttore – dice Gambino, all’epoca tra i ‘carusi’ di Fava nella redazione de ‘I Siciliani’ – e non credo di esserci riuscito. Lui aveva la passione per la denuncia civile unita a un grandissimo amore per la sua terra. Ma aveva anche quella vitalità e quell’allegria che, dopo la sua morte, abbiamo perso perché ci siamo incupiti a combattere la mafia. La parte bella e vitale di Fava si traduceva nei suoi articoli, che non mandavano in galera i mafiosi, ma li mettevano alla berlina, che per loro era peggio del carcere dal momento che fondavano il loro potere sull’ossequio“, conclude Gambino.


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