Governo 5S-Lega, lavori in corso  

Scritto da il 21 maggio 2018

Governo 5S-Lega, lavori in corso

(Afp)

Pubblicato il: 22/05/2018 07:17

Fatto il nome del possibile premier al Quirinale, negli uffici del M5S e della Lega si lavora a pancia bassa alla squadra di governo. E se una lista di possibili nomi e rispettivi ministeri c’è già, interventi e limature sono continui. Con due nodi non da poco sul tavolo: da un lato la casella del ministero per eccellenza, quello dell’Economia, dove il nome di Paolo Savona, che metterebbe d’accordo le parti, potrebbe non trovare gradimento al Quirinale, sostengono fonti 5 Stelle, per le sue posizioni critiche sull’euro; dall’altro, il ruolo da vicepresidenti del Consiglio per Luigi Di Maio e Salvini: dato per scontato in ambiente M5S, nella Lega c’è chi avanza dubbi. Ma i ruoli dei due leader dovranno essere speculari, viene spiegato, dunque entrambi vicepremier o ‘solo’ a capo di due ministeri di peso.

Quelli che verranno occupati da Di Maio e Salvini, ad oggi, sembrano con ogni probabilità il Viminale per il leader della Lega e il dicastero del Lavoro per il capo dei 5 Stelle. Che potrebbe trovarsi a capo di un ‘super ministero’ semmai venisse confermata l’intenzione di accorpamento con il ministero dello Sviluppo Economico.

Ammesso e concesso, naturalmente, che il percorso avviato negli ultimi giorni non incontri intoppi. Perché, tra i 5 Stelle, c’è anche chi spera che il Presidente della Repubblica sparigli, rimettendo sul tavolo la carta di Di Maio per la premiership. Fin quando il mandato non sarà nelle mani di Giuseppe Conte, spiegano fonti M5S, la squadra di governo vivrà nell’incertezza.

Per ora, però, i nomi che continuano a circolare vedono in pole Alfonso Bonafede, sulla rampa di lancio per il ministero della Giustizia, mentre alle Infrastrutture prendono quota i nomi della grillina Laura Castelli e del leghista Armando Siri. Giancarlo Giorgetti, il Richelieu di Salvini, occuperà sicuramente un ruolo di primo piano: se il nome di Savona dovesse definitivamente tramontare al Mef, potrebbe tornare in gioco per via XX settembre; mentre tra i 5 Stelle si fa spazio il nome di Salvatore Rossi, direttore generale di Bankitalia. In campo, per il Carroccio, anche Nicola Molteni e Giulia Bongiorno.

La leghista Simona Bordonali potrebbe occupare il dicastero, nuovo di zecca, della Disabilità; mentre i nomi di altri due fedelissimi di Di Maio, Vincenzo Spadafora e Riccardo Fraccaro, circolano con insistenza per i ministeri dell’Istruzione e dei Rapporti col Parlamento. Agli Esteri ancora in gioco il diplomatico Giampiero Massolo, già direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e attualmente presidente di Fincantieri.

Gianmarco Centinaio potrebbe occupare la casella del Turismo e degli Affari regionali, mentre alla Cultura circola il nome di Emilio Carelli. Un ruolo di peso, nel governo M5S-Lega, dovrebbe poi andare al senatore Vito Crimi, ‘papabile’, per lui, il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti: Crimi nella scorsa Legislatura era al Copasir. Mentre in quota Carroccio c’è chi fa anche i nomi di due leghisti di vecchio corso: Roberto Calderoli e Raffaele Volpi.


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