Massacro del Circeo, Izzo: “Uccidemmo una 17enne sul Trasimeno”  

Scritto da il 24 maggio 2018

Massacro del Circeo, Izzo: Uccidemmo una 17enne sul Trasimeno

Angelo Izzo (Fotogramma). Al centro del pezzo Rosella Corazzin, foto da Chi l’ha visto

Pubblicato il: 25/05/2018 16:26

Il mostro del Circeo, Angelo Izzo si sarebbe autoaccusato anche della morte di un’altra ragazza. Avrebbe dichiarato di aver rapito e ucciso con la sua banda anche Rossella Corazzin, la ragazza pordenonese di San Vito al Tagliamento, sparita il 21 agosto 1975 dai boschi di Tai di Cadore, mentre era in vacanza. Accuse che, rivela la procura di Perugia, sono alla base di un’inchiesta, archiviata già un anno fa. A quanto apprende l’Adnkronos, le dichiarazioni di Izzo non sono state ritenute credibili e gli accertamenti effettuati non avrebbero fatto emergere alcun elemento utile per proseguire nell’indagine. Per i magistrati perugini si tratta di circostanze non riscontrabili, per questo è stata disposta l’archiviazione. Angelo Izzo è detenuto nel carcere di Velletri, dove sta scontando la pena per il duplice omicidio di Ferrazzano.

La minore, scelta perché era vergine, secondo quanto riferito da Izzo, sarebbe stata sequestrata dalla banda di criminali romani in vacanza in Cadore e portata sul lago Trasimeno nel perugino. Lì sarebbe stata violentata dal branco di 10 uomini e uccisa.

Un mese prima il massacro del Circeo nella notte tra il 29 e il 30 settembre 1975, quando Izzo, Andrea Ghira e Gianni Guido picchiarono, violentarono e annegarono una studentessa di 19 anni, Rosaria Lopez, e ridussero in fin di vita una sua amica di appena 17 anni, Donatella Colasanti, che riuscì a salvarsi solo facendosi credere morta.

Trent’anni dopo, nel 2005, Izzo si rese responsabile di altri due omicidi: quello di Maria Carmela Limucciano e Valentina Maiorano, rispettivamente moglie e figlia di Giovanni Maiorano, esponente della Sacra Corona Unita. Izzo, divenuto amico del boss in carcere a Palermo, si era conquistato la fiducia delle due donne, e, non appena ottenuto dai giudici il permesso di uscire dal carcere, le uccise e le seppellì in una villetta a Ferrazzano in provincia di Campobasso.

“All’epoca, quando avevamo contatti, non mi parlò mai di questo omicidio avvenuto in Cadore” dice all’Adnkronos l’avvocato Enzo Guarnera, in passato legale di Angelo Izzo. “Mi appare strano perché in quegli anni avevamo un buon rapporto sul piano difensore-cliente e ritengo che me lo avrebbe raccontato. Poi tutto è possibile ma resto perplesso e sorpreso di questo fatto nuovo che avrebbe commesso”. L’avvocato spiega di aver avuto l’ultimo contatto con Izzo “5-6 anni fa. Voleva la revisione della condanna per il duplice omicidio di Ferrazzano, io aspettavo una sua memoria con delle indicazioni concrete per rendere plausibile la richiesta di revisione e da allora non ho più ricevuto comunicazioni. Non conosco la sua attuale posizione, non so nemmeno se sia ancora detenuto a Velletri”.


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