Cattolici alla riscossa, fronte comune o si rischia irrilevanza  

Scritto da il 25 maggio 2018

Cattolici alla riscossa, fronte comune o si rischia irrilevanza

(La Camera dei Deputati – Fotogramma)

Pubblicato il: 26/05/2018 14:32

Cattolici alla riscossa per tutelare i “principi irrinunciabili” dettati dal Vangelo e tornare ad incidere nella polis. All’indomani del monito del presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, che ha sferzato i cattolici ad impegnarsi attivamente e più efficacemente in politica, esponenti del mondo cattolico, laici e religiosi, interpellati dall’Adnkronos, analizzano responsabilità e azioni da mettere in campo per tornare ad incidere. C’è anche chi fa autocritica.

“Diciamolo con franchezza: il rischio irrilevanza dei cattolici c’è eccome. Per vari motivi, e ci interpella tutti”, afferma la senatrice Paola Binetti nell’individuare alcuni aspetti critici. “Il fatto è – analizza – che non c’è un gruppo significativo di parlamentari che abbia assunto la responsabilità concreta della tutela dei diritti irrinunciabili. Questo non significa che si debba creare un partito di cattolici, penso piuttosto ad un iper gruppo in cui, con molta chiarezza e responsabilità esplicita, i cattolici siano coerenti con i valori che hanno caratterizzato sempre il nostro impegno. Ciò che bisogna scalzare è quel pensiero dominante per cui ‘cattolici sì ma non esageriamo’. Si tratta di riscoprire i valori in modo più intenso e profondo”.

Forte di questo imperativo, Ivano Tonoli ha dato vita al partito dell’Unione Cattolica: “Da anni i cattolici non si sentivano rappresentanti nei loro valori fondamentali, ora attorno alla nostra unione si è creato interesse ed entusiasmo dal nord al sud del Paese. Siamo di fronte ad una deriva inaccettabile. Sono in gioco i valori della dignità, del lavoro, della famiglia naturale, il bene comune, le disuguaglianze, tutto un sistema che deve essere rimodellato secondo i dettami cattolici”.

Il direttore dell’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, analizza: “All’ordine del giorno c’è il richiamo all’ impegno politico dei cattolici e su questo la linea della Chiesa in Italia è abbastanza chiara. Ci sono scuole di formazione, poi, certo, come tradurre queste indicazioni, questa preparazione che avviene nelle strutture favorite dalle diocesi spetta alla responsabilità dei singoli. E’ a queste responsabilità che ha fatto appello il presidente della Cei, e continuamente il Papa, che è anche primate d’Italia. Si parla di politica con la p minuscola, intendendo quella legata alle contingenze, la politica partitica, con scelte soggette ad opinabilità. Poi c’è la politica con la P maiuscola, quella con l’impegno per la polis, che riguarda tutti”, annota ancora il direttore del quotidiano d’Oltretevere.

In tal senso, sottolinea Vian, “i cattolici lavorino in collaborazione con altre forze, avendo sempre in mente il bene del Paese. In gioco ci sono principi irrinunciabili, come ha spiegato Bassetti, come la difesa della persona, della vita, includendo temi legati alla bioetica, alla biopolitica ma anche sociali. Punto fermo che dovrebbe stare a cuore a tutti è il sostegno alle famiglie e alle fasce più deboli. Poi c’è il problema demografico. I temi sono tantissimi: ciò che si chiede è di non venire meno ad un impegno in un momento in cui la politica non gode di buona nomea”.

Padre Alex Zanotelli annota: “Quando il Papa è andato a Lampedusa, nell’omelia, ha interpellato i fedeli chiedendo se avessero pianto nel vedere un barcone affondare. Basterebbe una domanda del genere per spiazzare tantissimi cattolici”. Laici, ma anche sacerdoti, Zanotelli invita la Chiesa a fare autocritica: “Mi domando sinceramente perché dopo tanti anni di leghismo, non abbiamo avuto serie lettere pastorali soprattutto al nord, nord est, dove la Lega è più forte, con un’analisi seria anche da parte dei sacerdoti. Vuole dire che stiamo perdendo dei valori molto grossi. Non è facile mantenere i valori cristiani dentro una società consumistica come questa, è chiaro che le comunità cristiane tendono ad adattarsi e quindi perdono di rilevanza. Se penso poi che negli Usa il 52% dei cattolici americani ha votato per Trump, è sin troppo chiaro che qualcosa non funziona. I cattolici devono tornare ad essere lievito dentro la società”.


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