Di Maio ci riprova: “Spostiamo Savona”  

Scritto da il 29 maggio 2018

Di Maio ci riprova: Spostiamo Savona

(Fotogramma)

Pubblicato il: 30/05/2018 18:37

Far ripartire il governo gialloverde, spostando però Paolo Savona dall’Economia. E’ questa l’ultima proposta di Luigi Di Maio, che dopo un incontro informale con il Presidente della Repubblica, annuncia la mossa del cavallo: “Troviamo una persona della stessa caratura di Savona” che resterebbe comunque “nella squadra di governo in altra posizione di ministro. E’ una proposta che faccio pubblicamente”.

Matteo Salvini non prende posizione, ma non vuole cedere sul nome di Paolo Savona, visto che nella squadra concordata la casella dell’Economia era segnata con il nome dell’economista euroscettico. “Quando abbiamo proposto il professor Savona è stato perché era il migliore per fare il ministro dell’Economia – afferma -. Se Di Maio ha cambiato posizione ne parlerò con lui”. Quindi avverte: “Se mi tirano via anche un solo uomo di quella squadra di governo, il governo non ha senso che esista”.

A stretto giro arriva anche la posizione del Quirinale, che fa sapere che al Colle l’ipotesi avanzata dal leader del Movimento 5 stelleviene valutata “con grande attenzione”.

Al ministero dell’Economia, è la proposta di Di Maio dunque, non Savona, che farebbe comunque parte del cdm, ma una persona della “stessa caratura e libertà. Non una persona amica delle banche o delle agenzie di rating o degli interessi di altre nazioni”.

Per il leader del Movimento, dunque, “o si va subito a votare senza cincischiare, senza illudersi che il governo tecnico sia neutrale, o facciamo partire un governo del cambiamento con un’altra persona in squadra. Non andando a togliere dunque, ma andando ad aggiungere. Il tema non era Savona in sé, ma una persona con quelle caratteristiche e quella caratura”, in grado “di andare in Europa a trattare in maniera efficace”.

Quale nome dunque per l’Economia? Non quello di Giorgetti, il cui nome, rimarca Di Maio “non è mai stato preso in considerazione”. “Lui ha detto ‘non ho le competenze per andare ai tavoli’ europei” fa notare Di Maio. “Sono stati 80 giorni difficili – riconosce Di Maio – ma se deve esserci un epilogo non mi piace l’idea che sia quello di un governo tecnico, non votato dai cittadini”. Dopo 80 giorni “siamo andati al Quirinale con una lista e non ce l’hanno fatto partire” l’esecutivo M5S-Lega. Per il leader grillino, ora non restano che due strade: “andare al voto o governo politico. Spero che, se si torna al voto, si vada prima possibile, perché i cittadini si devono esprimere”.

Intanto il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli continua ad aspettare. Dopo essere salito al Colle per due incontri informali, al mattino e al pomeriggio ha convenuto con il Capo dello Stato di attendere ancora e di non forzare i tempi, in modo che possa nascere un eventuale governo politico. Cottarelli quindi non ha sciolto la riserva neanche oggi, ma ha comunque messo a punto la lista dei ministri per quell’esecutivo di garanzia che dovrebbe portare il Paese alle elezioni, se dovesse fallire anche l’ultimo tentativo di intesa tra M5S e Lega.

L’ipotesi di un voto il 29 luglio, tuttavia, sembra sfumare, considerando che domani dovrebbe essere l’ultimo giorno utile per uno scioglimento delle Camere. Cottarelli potrebbe salire al Quirinale domani per rimettere l’incarico, nel caso andassero a buon fine i tentativi per far rinascere quell’esecutivo politico che domenica scorsa sembrava morto e sepolto, oppure per l’eventuale scioglimento della riserva.


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