Salvini ci pensa  

Scritto da il 29 maggio 2018

La scelta di Salvini

(Fotogramma)

Pubblicato il: 30/05/2018 14:57

Matteo Salvini al bivio: ripartire con Luigi Di Maio per una riedizione del ‘governo del cambiamento’, rinunciando alla ‘bandiera’ Savona o tirare dritto per la propria strada e puntare solo al voto. Oggi l’ipotesi di un nuovo esecutivo politico M5S-Lega sembra perdere quota, visto che il segretario di via Bellerio è tornato a minacciare le urne, bocciando ogni offerta di mediazione: “Non è che siamo al mercato, ho una dignità e una serietà, ora spieghi Mattarella come uscirne, noi a disposizione per accompagnare il Paese al voto il prima possibile”. Per capire lo sfogo del ‘Capitano’, riferiscono fonti del centrodestra, bisogna riavvolgere il nastro e iniziare dal vertice di ieri pomeriggio tra Luigi Di Maio Salvini e Giancarlo Giorgetti, dove si sarebbe riproposto il nodo di sempre, quello del ministero dell’Economia.

I tre leader si sarebbero incontrati -mentre era in corso il tentativo di un esecutivo neutrale targato Cottarelli- per provare a ripartire con uno schema governativo giallo-verde, senza Paolo Savona al Tesoro, sul quale il Colle ha posto un veto inamovibile. L’ultima mediazione Salvini-Di Maio sarebbe accolta con favore dai tanti parlamentari preoccupati per un ritorno alle urne già a luglio. Raccontano che Di Maio, sotto processo nel suo movimento per la gestione delle trattativa fallita per andare a palazzo Chigi, avrebbe deciso di mollare la presa su più fronti, rinunciando innanzitutto all’impeachment.

Decisi a riprovarci, Di Maio e Salvini, una volta informato il Colle, si sarebbero trovati ancora una volta di fronte allo scoglio del dicastero di via XX settembre, con un caso Cottarelli sul tavolo. Raccontano, infatti, che il nome dell’economista sarebbe stato oggetto di un serrato confronto e di un nuovo braccio di ferro tra Quirinale e Carroccio. Investito, ormai, dell’incarico di formare il nuovo governo, Cottarelli (che oggi ha avuto un nuovo colloquio informale con il capo dello Stato e attende “gli eventuali sviluppi di una trattiva per la nascita di un esecutivo politico”) difficilmente sarebbe disposto a fare un passo indietro e a uscire definitivamente di scena proprio nell’ultimo miglio verso palazzo Chigi. Da qui l’ipotesi, avallata dal Colle per uscire dallo stallo con il sì di M5S e Lega, di affidare il Mef a Mr Spending review al posto di Savona.

Lo ‘scambio’ Cottarelli-Savona, però, riferiscono fonti del centrodestra, avrebbe trovato in Salvini uno strenuo oppositore: sin dal primo momento la Lega non ha mai digerito quello che considera un ‘tecnico’, espressione dei “poteri forti”. Si sarebbe riproposto, quindi, quel muro contro muro che già aveva affondato il primo tentativo di un governo giallo-verde. Da qui lo sfogo di Salvini che torna a minacciare il voto: “Non è che siamo al mercato, ho una dignità e una serietà”, spia forse della volontà, raccontano alcuni, di andare comunque ad elezioni il prima possibile, evitando responsabilità di governo.


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