Nelle Orestiadi di Gibellina il ricordo del sisma del Belice  

Scritto da il 30 maggio 2018

Nelle Orestiadi di Gibellina il ricordo del sisma del Belice

Pubblicato il: 31/05/2018 14:25

Tre eventi prodotti in esclusiva per il Festival, tre prime nazionali, un laboratorio di teatro sensoriale, un premio teatrale e due produzioni rivolte a giovani artisti under 35, un weekend dedicato al decennio 68/78, e ancora incontri, letture, performance. La 37esima edizione del Festival delle Orestiadi di Gibellina (7 luglio – 11 agosto), con la direzione artistica di Alfio Scuderi, sarà un’edizione speciale, segnata dal ricordo del terremoto del 1968, testimoniato da artisti tra i quali Alessandro Haber, Stefano Accorsi, Marco Baliani, Silvia Ajelli, Emilio Isgrò, Francesca Benedetti, Paolo Briguglia, Filippo Luna, Vincenzo Pirrotta, Claudio Gioè e Leo Gullotta. Attraverso la memoria, la narrazione e la storia, gli artisti guideranno idealmente nel ricordo del cinquantesimo anniversario del terribile sisma che distrusse la città di Gibellina analizzando anche il travaglio politico e sociale di quello stesso anno, un vero e proprio terremoto culturale. Sarà quindi un’edizione emotiva volta a rafforzare l’identità delle Orestiadi attraverso l’unicità dei suoi progetti, confermando Gibellina come uno dei poli principali dell’arte contemporanea in Sicilia.

Orestiadi 2018 ovvero un mese all’insegna della cultura contemporanea, della narrazione, del teatro che si snoda attraverso quattro temi: #ClassicoContemporaneo, #QuarantaCinquanta, #CittaLaboratorio, #PoeticamenteSicilia. La Lunga Notte del contemporaneo è il grande evento performativo d’apertura previsto sabato 7 luglio, con Alessandro Haber e Mario Bellavista, Gianni Gebbia e Giovanni Scarcella, Igor Scalisi Palminteri e Angelo Cicurella, la Compagnia Franco Scaldati.Quattro performance inedite, immaginate e costruite per Gibellina, in occasione della biennale Manifesta 12. Domenica 8 luglio si entra poi nel vivo di uno dei temi principali del Festival, #ClassicoContemporaneo, grazie ad un adattamento originale dell’Orlando Furioso con Stefano Accorsi, sotto la Montagna di sale di Paladino. Dal 9 al 13 luglio un evento di teatro sensoriale, un laboratorio creativo con performance finale a cura dei fondatori del Teatro de Los Sentidos di Barcellona, costruito nel Giardino degli odori del Baglio di Stefano.

La Gibella del martirio, primo testo rappresentato alle Orestiadi, il 15 luglio sarà letta dal suo autore Emilio Isgrò e da Francesca Benedetti, protagonista della prima messa in scena, con le musiche originali di Vincenzo Pennisi. Il 19 luglio le Orestiadi ricordano Paolo Borsellino attraverso due progetti di teatro civile: ‘Parole d’onore’ e ‘Mala’ndrine’. Un omaggio a Ignazio Buttitta il 21 luglio, ‘Pomice di Fuoco’, di Vincenzo Pirrotta, e un omaggio a Franco Scaldati, ‘Notturno Macbeth’, nell’adattamento originale di Umberto Cantone, il 10 agosto, due prime nazionali, produzioni del Festival. Dal 27 al 29 luglio a Gibellina si parla di terrorismo, di sessantotto, di utopia, di storia, raccontando quegli anni difficili, travagliati e intensi, attraverso tre spettacoli e un incontro: ‘Le stanze di Ulrike’, prima nazionale con la regia di Rosario Tedesco, che racconta Ulrike Meinhof; ‘Corpo di Stato’, narrazione sul caso Moro di Marco Baliani; ‘La fantasia al potere’, performance musicale. Uno spazio dedicato ai giovani artisti siciliani under 35 è il premio teatrale #CittàLaboratorio, per presentare a Gibellina in anteprima il 3 e 4 agosto due progetti della compagnia Quatriatri e di Gabriele Cicirello.

Le Orestiadi quest’anno immaginano le loro creazioni inedite nei diversi spazi del Festival, non solo al Baglio di Stefano (nella Terrazza al tramonto, dentro il Giardino degli odori, sotto la Montagna di sale, nell’Atrio del Museo), ma anche al Cretto di Burri, che sarà utilizzato come palcoscenico itinerante per un grande progetto di narrazione realizzato al tramonto, l’11 agosto, ‘La città invisibile’, chiusura del Festival per ricordare il terremoto, le sue vittime, la città di Gibellina vecchia. Nell’ambito delle Orestiadi anche iniziative legate alle arti visive a cura del Museo delle Trame Mediterranee, visitabili durante il Festival: ‘Trasversalità dello spazio’, fino al 13 luglio, in collaborazione con l’Università dei Paesi Baschi, e ‘Growing a Language’, fino al 2 settembre, una proposta transdisciplinare di Collective Intelligence, collettivo di artisti che vivono e lavorano in Finlandia, in Germania e a Palermo.

Il progetto comprende una mostra, una serie di performances e una residenza artistica a Gibellina e nel territorio circostante, ed è realizzato con il sostegno di Arts Promotion Centre Finland, Myymälä2 galleria di Arte Contemporanea a Helsinki, il patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia a Roma, il Comune di Gibellina. Quest’anno le Orestiadi si arricchiscono di preziose collaborazioni con Istituzioni culturali siciliane che hanno reso possibile la realizzazione di un progetto tanto articolato: Manifesta 12, Teatro Biondo di Palermo, Fondazione Ignazio Buttitta, Festival Teatro dei due Mari, Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo, Festival Miti Contemporanei, Inda Istituto del Dramma Antico, Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, Teatro Luigi Pirandello di Agrigento, Festival del Teatro del Fuoco. Inoltre continua la collaborazione con la città metropolitana, il Comune di Palermo e l’Assessorato alla cultura della città. Il Festival fa parte del programma di Palermo Capitale della Cultura 2018.


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