Occupati record ad aprile: 23,2 milioni  

Scritto da il 30 maggio 2018

Occupati record ad aprile: 23,2 milioni

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/05/2018 11:00

Il numero degli occupati ad aprile raggiunge il record storico di 23 milioni e 200 mila, superando addirittura il picco toccato nell’aprile 2008 quando il numero degli occupati è stato pari a 23 milioni e 177 mila. E’ quanto si evince dai dati diffusi oggi dall’Istat.

Dati confortanti per l’occupazione quindi, ma non per i giovani. Il tasso di disoccupazione si attesta infatti all’11,2%, stabile rispetto al mese precedente, mentre quello giovanile sale al 33,1% (+0,6 punti percentuali). Sempre ad aprile la stima degli occupati continua a mostrare una tendenza alla crescita (+0,3% rispetto a marzo, pari a +64 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 58,4% (+0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente).

La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 25-34enni. L’aumento maggiore ad aprile si stima per le donne (+52 mila) e per le persone di 35 anni o più (+77 mila). Prosegue la ripresa degli indipendenti (+60 mila) e dei dipendenti a termine (+41 mila), mentre diminuiscono i permanenti (-37 mila).

Nel periodo febbraio-aprile 2018 si stima una crescita degli occupati dello 0,3% rispetto al trimestre precedente (+67 mila). L’aumento interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Crescono i dipendenti a termine (+59 mila) e in misura più lieve gli indipendenti (+14 mila), mentre restano sostanzialmente stabili i dipendenti a tempo indeterminato.

Su base annua continua l’aumento degli occupati (+0,9%, +215 mila). La crescita interessa donne e uomini e si concentra tra i lavoratori a termine (+329 mila), mentre diminuiscono i permanenti (-112 mila) e gli indipendenti rimangono stabili. Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+328 mila) e i giovani 15-24enni (+78 mila) mentre calano gli occupati tra i 25 e i 49 anni (-191 mila).

INFLAZIONE – Nel mese di maggio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1,1% su base annua (in significativa accelerazione rispetto al +0,5% di aprile). Questi i dati rilevati dall’Istat secondo le stime preliminari.

La marcata ripresa dell’inflazione – spiega via Balbo – si deve prevalentemente ai prezzi dei Beni alimentari non lavorati, la cui crescita tendenziale passa da +0,7% di aprile a +2,4%, e dei Beni energetici non regolamentati (da +2,7% a +5,3%). A questi fattori si aggiunge l’inversione di tendenza della dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,7% a +1,7%); contribuiscono poi, seppur in misura minore, i prezzi dei Tabacchi (da +2,8% a +3,4%) e quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,0% a +1,4%).

L’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli Beni energetici si attestano rispettivamente a +0,8% e +0,9% (da +0,5 di aprile per entrambe). L’aumento congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo è dovuto ai rialzi dei prezzi di diverse tipologie di prodotto, tra cui spiccano quelli dei Beni energetici non regolamentati (+2,1%), degli Alimentari non lavorati (+1,9%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%).

L’inflazione accelera sia per i beni (da +0,7% di aprile a +1,1%) sia per i servizi (da +0,3% a +0,9%); il differenziale inflazionistico tra servizi e beni rimane negativo ma di ampiezza inferiore rispetto ad aprile (da -0,4 punti percentuali a -0,2). L’inflazione acquisita per il 2018 è pari a +1,0% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo.

A maggio inoltre i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,8% su base mensile e dell’1,9% su base annua, in accelerazione da +1,2% registrato ad aprile. E’ quanto stima l’Istat. In salita anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto che aumentano dello 0,8% in termini congiunturali e del 2,1% in termini tendenziali in accelerazione da +1,4% del mese precedente.

L’aumento dell’inflazione a maggio, dopo un avvio debole nel 2018, “è trainato da beni e servizi di grande rilevanza nelle spese quotidiane delle famiglie”, spiega l’Istat nel suo commento alle stime dei prezzi al consumo diffusi in mattinata.

“I prezzi degli alimentari, in particolare freschi, quelli di benzina e gasolio sono cresciuti, infatti, più di quanto non siano cresciuti in media quelli degli altri prodotti, definendo un quadro di tensioni inflazionistiche per i prodotti ad alta frequenza di acquisto. Tensioni si rilevano anche per prodotti legati alla filiera turistica, quali trasporto aereo, alberghi e pacchetti vacanza internazionali”.


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