A Torino l’omaggio della satira alla Costituzione  

Scritto da il 31 maggio 2018

A Torino l'omaggio della satira alla Costituzione

Pubblicato il: 01/06/2018 08:24

Disegnatori d’epoca e vignettisti contemporanei insieme per illustrare ‘La Costituzione a colori’, la rassegna con cui il Consiglio regionale del Piemonte rende omaggio alla Carta costituzionale nel 70esimo anniversario dalla promulgazione.

La mostra raggruppa un centinaio di vignette satiriche selezionate consultando le raccolte storiche di circa cento testate italiane fra il 1943 e il 1948, più una serie di tavole commissionate ad hoc a quattro disegnatori contemporanei. L’immagine simbolo della mostra e del catalogo ritrae Arlecchino, in rappresentanza del nord e Pulcinella del sud, ai lati del simbolo della Repubblica, che si danno le spalle ma si telefonano unendo così le due parti dell’Italia.

Ad inaugurare la rassegna, allestita fino al 29 giugno a Palazzo Lascaris, il presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti che ha ricordato come l’Assemblea costituente ”ha prodotto un documento straordinario in cui forze politiche molto diverse tra loro per principi, sensibilità e convincimenti seppero recepire ed unificare nei principi fondamentali gli ideali delle madri e dei padri costituenti”.

Alla presentazione è intervenuto anche Mario Dogliani, professore emerito di Diritto costituzionale dell’Università di Torino, che ricordando come “il termine Costituzione nell’antichità si fondasse sui ‘costumi’ cioè sul modo di vivere dei cittadini”, ha aggiunto: ”essa esprime ancora oggi il nostro modo di immaginare il futuro. E’ un altissimo esempio di compromesso politico in cui parti che erano in conflitto trovarono punti di convergenza”.

Curatori della mostra Dino Aloi e Claudio Mellana, presidente e vicepresidente del Centro Studi Vivere dal Ridere, che hanno spiegato il valore della satira politica ed il modo in cui è stata utilizzata, sia nel periodo in cui la nostra Costituzione è stata scritta, sia nel mondo di oggi.

Di Costituzione si parla tanto ma non la conosciamo così bene per cui questo è un modo attraverso l’illustrazione umoristica di poterne parlare per ricordare quali sono i principi – ha spiegato Aloi – la satira, inoltre, è uno dei meccanismi di comunicazione tra i più importanti per poter far passare delle idee, quindi non è un azzardo parlare di Costituzione attraverso disegni perchè interpretandola con umorismo forse si riesce a far capire ancora meglio quello che si vuole dire nelle parole contenute in un articolo.

L’esposizione è articolata in due sezioni. Nella prima parte una serie di disegni satirici e umoristici estrapolati dai giornali pubblicati in Italia tra il 1943 e il 1948 che illustrano il difficile cammino che portò alla promulgazione della Costituzione.

In particolare, scorrendo le tavole il pubblico si trova davanti a grandi artisti come Giovannino Guareschi (di cui ricorrono quest’anno i 50 anni dalla morte) che sulle pagine di Candido fu portavoce dell’anticomunismo ed altri, come il gruppo di Don Basilio, che sostenevano invece le ragioni del comunismo. Tra le vignette d’epoca più curiose spiccano quelle disegnate da Federico Fellini con una striscia di Giacomino e la testa di Giuseppe Garibaldi che, capovolta, diventa il volto di Stalin.

La seconda parte della mostra presenta invece i primi 47 articoli della Costituzione illustrati, con vignette inedite, da quattro disegnatori contemporanei, Fabio Sironi (Corriere della Sera), Lido Contemori (già collaboratore del gruppo Repubblica L’Espresso), Marco De Angelis (è stato vignettista de Il Popolo e collaboratore di Repubblica), Gianni Chiostri (ha disegnato per le pagine di Stampa e Avvenire) che hanno interpretato, con sensibilità e umorismo arricchiti da colori vivaci, i contenuti della nostra Carta costituzionale che riguardano i diritti e i doveri dei cittadini.


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