Chi è Salvini, dalle ruspe al Viminale  

Scritto da il 31 maggio 2018

Chi è Salvini, dalle ruspe al Viminale

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 01/06/2018 09:55

Da qualche settimana, durante le lunghe trattative per dar vita al governo, Matteo Salvini ha dovuto lasciare nel cassetto le adorate felpe. Un po’ il suo marchio di fabbrica che, con disinvoltura, ha portato in campagna elettorale, da Nord a Sud del paese, fino ai salotti televisivi. Sappiamo tutti come è andata a finire: dalla prima maglia, dove si leggeva ‘Padania is not Italy’, a quelle geolocalizzate, con ‘Veneto’, e poi anche ‘Sicilia’ e ‘Calabria’ il leader della ex Lega Nord, si appresta a sbarcare al Viminale, alla guida del ministero dell’Interno, pronto ad attuare quella politica delle ‘mani libere’ che ha sempre rivendicato in caso di suo arrivo alla poltrona del ministero guidato, fino a ieri, da Marco Minniti.

Dal ministero chiave, da sempre nei sogni della Lega, dove già si è seduto il suo predecessore alla guida della Lega, quel Roberto Maroni, che fu titolare dell’Interno del primo governo Berlusconi, dal 10 maggio del ’94 fino al gennaio dell’anno successivo Salvini dovrà dare soluzione ai problemi che sembrano stare più a cuore agli italiani.

Quello della sicurezza, su cui Salvini è in prima fila, puntando a rafforzare le forze dell’ordine, arrivando a una legge sulla legittima difesa e, soprattutto quello dei migranti, su cui da ultimo, pochi gironi fa, ha detto che “va bene che gli sbarchi sono diminuti, ma ora bisogna puntare a più espulsioni, perché 7mila l’anno sono poche”.

Salvini, che ha appena festeggiato i 45 anni, lo scorso nove marzo, è un leghista della prima ora. Dopo il diploma al liceo Manzoni, a Milano, sua città natale, si divide tra l’impegno all’università, dove finisce però fuoricorso, fermandosi a quota 5 esami e la passione per la politica, dove si segnala tra i giovani comunisti padani, iscrivendosi a 17 anni al partito di Bossi. Nel frattempo lavora al quotidiano della Lega, ‘La Padania’, in cui si forma come giornalista e anche alla radio di partito.

In quegli anni non trascura qualche passaggio televisivo sulle reti del Biscione, come quando partecipa, nel ’93, appena ventenne, con una folta capigliatura stile beat, alla trasmissione di Davide Mengacci ‘Il pranzo è servito’, nello stesso anno è consigliere comunale nella giunta Formentini, a Milano.

A Milano diventa volto noto del Carroccio, prima responsabile del settore dei giovani, fino al ’97, poi segretario cittadino, infine, da 1998 al 2004, segretario provinciale.

Salvini si presenta alle elezioni europee del 2004: a dargli il voto, nella circoscrizione nord-ovest sono in 14 mila, voti che lo mandano a Bruxelles per la prima volta. Ci ritornerà nel 2009, quadruplicando i voti ottenuti, che sono quasi 70 mila, nel frattempo sbarca in Parlamento, a Roma.

Ma Salvini, più che a Bruxelles e a Roma, punta a cambiare volto alla Lega. Lega che nell’aprile del 2012 vede l’addio di Bossi alla segreteria, coinvolto dallo scandalo dei fondi sottratti dal tesoriere Belsito, con accuse che vedono in ballo lo stesso Senatur e la sua famiglia. Alla segreteria arriva Maroni, ma il declino della Lega sembra inarrestabile. Alle politiche del 2013, il partito non va oltre il 4% su scala nazionale, perdendo la metà dei voti nelle roccaforti di Veneto e Lombardia.

Dopo il voto ecco il congresso straordinario, a dicembre del 2013, Salvini sfida Bossi per la segreteria e alle primarie stacca il fondatore, raccogliendo l’82% dei voti dei militanti. Cambia tutto, lo si vede sin dalle elezioni europee dell’anno successivo, con il segretario che allarga i confini del partito e si allea con il Front National di Marine Le Pen, nel rifiuto di una Ue di cui critica la moneta unica, in nome di una ideologia sovranista e nel dire no all”invasione dei migranti’ che arrivano in Europa.

A dare misura della svolta di Salvini anche il superamento dei confini padani: la Lega si allarga al Sud, fino all Sicilia, con ‘il movimento Noi con Salvini’. E’ ormai un partito nazionale che gioca a tutto campo, nonostante i mugugni dello stesso Bossi, spesso in conflitto con il segretario.

Salvini vola nelle primarie del 2017 del partito, riconfermato alla segreteria con l’82% dei voti arriva al voto del 4 marzo con della Lega, privo di riferimenti al Nord, per la prima volta dopo 30 anni. Gli elettori premiano la ‘Lega per Salvini Premier’, che sorpassa l’alleato Berlusconi per la prima volta, divenendo l’azionista di maggioranza del centrodestra. Migliore risultato della storia della Lega: oltre quota 17% sia alla Camera sia al Senato, con l’elezione di 124 deputati e 58 senatori.

Front man instancabile, negli ultimi mesi lo hanno visto tutti in azione. Dai talk show – capace di essere in video più volte al giorno – alle piazze di tutto il Belpaese. Ma la sua forza è soprattutto sui social: dove ha superato anche Beppe Grillo, fino a ieri star indiscussa del web, totalizzando oltre due milioni di fan su Facebook .

Della sua vita privata, Salvini, attualmente legato alla presentatrice Elisa Isoardi, non ama parlare, anche se, soprattutto negli ultimi tempi, qualche foto dei due figli, Federico e Mirta, nati da relazioni precedenti sono spuntate sui suoi profili.

Ora lo attende Mattarella per il giuramento, dove di certo si presenterà in cravatta, forse verde. Di certo ha di fronte la prova più difficile, dopo aver messo sottosopra la Lega e convinto milioni di italiani a votarlo, perché dovrà dare soluzione ai temi caldi e complessi della sicurezza e migranti. E questa sarà un’altra storia.


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