Pagamenti digitali, massima sicurezza per ogni acquisto  

Scritto da il 31 maggio 2018

Pagamenti digitali, massima sicurezza per ogni acquisto

[Photo by Fabian Irsara on Unsplash]

Pubblicato il: 01/06/2018 16:29

I digital payments rappresentano senza dubbio un comodo strumento per effettuare pagamenti in maniera rapida e puntuale, senza dover ricorrere al contante. La loro diffusione è infatti in costante crescita anche nel nostro Paese: nel 2017 hanno raggiunto i 220 miliardi di euro (+10% rispetto al 2016, dati Politecnico di Milano), un incremento che in buona parte è dovuto al successo delle soluzioni di pagamento più innovative, come quelle in mobilità via smartphone (+60% nel 2017 rispetto al 2016) o l’e-commerce (+16% nel 2017 rispetto all’anno precedente, dati Netcomm).

L’aumento di utilizzo di queste soluzioni è dovuto anche alla percezione di sicurezza che ormai viene loro associata. Gli italiani, infatti, sono sempre più informati sugli strumenti che le Banche e gli altri player di mercato mettono a loro disposizione per effettuare acquisti in totale sicurezza: che si tratti di carte di credito, acquisti via smartphone, compere online, i mezzi per difendersi dai tentativi di frode sono molti e garantiscono la massima tranquillità durante gli acquisti.

Certo, esistono ancora tentativi di truffa come lo skimming (una ‘cimice’ in Javascript installata su una piattaforma di e-commerce grazie alla quale vengono trafugati i dati della carta di credito in tempo reale) o il phishing, e-mail inviate apparentemente da una banca o dalle poste in cui si chiede di modificare i propri dati allo scopo di entrarvi in possesso. Così come esistono i tentativi di frode nel mondo reale, in particolare con lo skimming, dispositivi installati quasi sempre in prossimità dello sportelli Atm e che clonano i dati delle carte: tuttavia, i sistemi di sicurezza esistenti garantiscono protezione e mettono al riparo da spiacevoli imprevisti.

Ma quali sono questi e come funzionano? Esempi concreti arrivano da Nexi, la PayTech delle banche che, in diverse modalità, gestisce 2,7 mld di transazioni ogni anno e che ha fatto della prevenzione delle frodi uno dei suoi punti forza, tanto che oggi i tentativi di truffa sono solo lo 0,03% del totale transazioni che gestisce. L’80% di questo 0,03% viene intercettato da Nexi prima ancora dell’addebito ai titolari, o addirittura stornato direttamente dall’esercente. Solo una minima parte non viene intercettata per tempo: in questi casi il rimborso avviene – su richiesta del titolare – in estratto conto. Numeri che parlano chiaro.

Ma cosa rende così sicuri i pagamenti gestiti da Nexi? Il ‘segreto’ è un sofisticato sistema di monitoraggio delle transazioni che consente di individuare preventivamente eventuali tentativi di frode e di intervenire immediatamente a tutela dei clienti. Una sicurezza che c’è, ma non si vede. Esistono poi una serie di controlli che il consumatore vive in tempo reale, come le notifiche che segnalano qualunque utilizzo della carta superiore per importi superiori ai 2 euro. E’ possibile ricevere sul proprio smartphone, gli avvisi (via App o via sms). E se non si riconosce una transazione, si può contattare il Servizio Clienti e bloccare la carta.

Altro elemento importante di sicurezza dei pagamenti digitali è il servizio 3D Secure, pensato proprio per proteggere gli acquisti online. Al momento del pagamento di un acquisto sul web, si riceve un sms da Nexi al numero di cellulare desiderato con il codice di sicurezza dinamico di 6 cifre, utilizzabile solo una volta per completare l’acquisto.

C’è poi il servizio Spending control che permette a tutti i clienti di personalizzare, in piena autonomia, dalla app o dall’area personale del sito Nexi.it, il limite di spesa della propria carta (anche per singolo giorno, oltre che per settimana), le categoria di spesa abilitate, le aree geografiche “permesse” e le preferenze sui canali di spesa (fisico, online, prelievo di contante). Si tratta di una difesa ulteriore perché è garanzia che la carta venga usata solo per gli importi, i canali e le aree geografiche scelte dal consumatore.

E se gli acquisti vengono fatti da uno smartphone o da un tablet, niente paura: qui la protezione è rinforzata dal fatto che per completare i pagamenti è necessario inserire un Pin. Inoltre, se si effettua un pagamento con Apple Pay tramite NexiPay, i numeri della carta non vengono memorizzati sul dispositivo né sui server Apple. Un numero identificativo univoco viene assegnato, criptato e salvato nel Secure Element dello smartphone. Ogni transazione viene autorizzata con un codice dinamico di protezione che cambia a ogni transazione.

Infine, il CV2 (CVV2 per Visa, CVC2 per Mastercard). E’ quel codice di sicurezza costituito dalle ultime 3 cifre presenti sul retro della carta di credito. Tutti gli esercenti che effettuano vendite a distanza (online, telefoniche e per corrispondenza) sono obbligati a richiedere il codice CV2 al momento del pagamento e a distruggerlo non appena effettuata la richiesta di autorizzazione. La richiesta del codice CV2 offre una garanzia maggiore che la persona che sta pagando sia effettivamente in possesso della carta di credito contribuendo dunque alla riduzione delle frodi.


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