Di Maio rilancia il salario minimo  

Scritto da il 3 giugno 2018

Di Maio: Riders generazione abbandonata

Di Maio (Immagine di repertorio /Fotogramma)

Pubblicato il: 04/06/2018 13:27

“Abbiamo incontrato i riders che fanno parte di quei nuovi lavori e che sono simbolo di una generazione abbandonata senza tutele e spesso senza contratto”. Così il neo ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, spiega il senso dell’incontro di oggi con i ciclofattorini per fare il punto sulle condizioni di lavoro e i possibili miglioramenti.

“40 km in bici per 4 euro a pizza”, la mia vita da rider

“Ci sono tanti ragazzi che non hanno un inquadramento né un contratto né un salario minimo per una vita dignitosa”, prosegue, ribadendo la scelta del governo di iniziare da una categoria di lavoratori particolarmente esposta perché “il ministero del Lavoro deve tutelare le fasce deboli”.

C’è tanta gente, d’altra parte, prosegue, “che chiede dignità e noi possiamo farlo con nuove leggi, favorendo un confronto tra i grandi gruppi internazionali e ragazzi di ventuno anni che chiedono diritti minimi, non la luna“.

“E’ un primo piccolo passo – sottolinea – ma vogliamo dare un segnale perché c’è tanta gente che chiede dignità. Oggi – aggiunge – è iniziato un percorso per un modello di lavoro meno precario e un salario minimo più dignitoso”.

Su Facebook Di Maio scrive di aver voluto iniziare l’insediamento al dicastero di via Veneto incontrando i riders. “E’ un modello di economia che sta avanzando – dice il ministro – sempre di più, solo che a volte queste persone hanno una assicurazione minima o non ce l’hanno affatto, hanno stipendi da pochi euro all’ora, due tre euro all’ora a volte, non hanno un contratto, prendono molti rischi: abbiamo visto il caso di un rider di Milano che ha perso una gamba mentre lavorava per un problema di fondo stradale”.

C’erano leggi che precarizzavano il lavoro e insieme tanti lavori sfuggivano proprio dalle leggi che regolarizzavano i rapporti di lavoro: è la storia della nostra generazione, che – afferma il ministro – ha visto cambiare tutto intorno a sé nel giro di meno di dieci anni. Gli ho aperto le porte del ministero, ci vedremo ancora: dobbiamo trovare una soluzione“.

“Chi lavora deve avere diritti minimi, un salario minimo garantito al di sotto del quale non puoi essere pagato, una cifra in euro precisa per ogni ora di lavoro al di sotto la quale non puoi pagare una persona altrimenti è sfruttamento, perché – conclude – altrimenti la stai mettendo in competizione con una macchina” che però non ha le stesse esigenze di una persona.


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