Migranti: L.Napoleoni, non dare soldi? controproducente per economia  

Scritto da il 3 giugno 2018

Loretta Napoleoni: Non dare soldi a migranti? Controproducente per economia

Pubblicato il: 04/06/2018 15:45

“Salvini propone di non dare soldi agli immigrati? Se si riferisce alla ‘diaria’ di 35 euro, dovrà pur sapere che nelle tasche dei migranti vanno solo 5 euro. Il resto va alla cooperazione che gestisce la macchina dell’accoglienza ed è una cooperazione tutta italiana, dove lavorano italiani e che compra e consuma italiano. Quindi, non è che i 35 euro se li intasca l’immigrato per fare la bella vita, ma sono soldi che entrano nel moltiplicatore della nostra economia”. Lo dice a Labitalia Loretta Napoleoni, economista, che si è occupata a lungo delle questioni legate ai migranti su cui ha anche scritto il saggio ‘Mercanti di uomini’.

Anche sulla polemica delle Ong che salvano i migranti in mare, aggiunge Napoleoni, che si trova a Bucarest per presentare il suo ultimo libro ‘Kim Jong Un il nemico necessario’, “il ministro dell’Interno propone cose che non si possono fare”.

“Intanto le navi delle Ong e delle Onlus operano in acque internazionali dove possono fare quello che vogliono e fare soprattutto quello che impone la legge marittima internazionale -spiega Napoleoni- ossia soccorrere le persone in difficoltà”.

“Si sa che gli scafisti portano i migranti sui gommoni fino al limite delle acque territoriali, lasciando loro solo un telefonino per chiamare i soccorsi. Prima dell’inchiesta che ha fatto emergere qualche distorsione, qualche Ong si spingeva fin dentro le acque libiche, ma non è più così”, aggiunge Napoleoni.

Una volta che i migranti sono sulle navi, spiega l’economusta, “non è che non si può far attraccare la nave nei nostri porti, a meno che non si voglia fare una legge specifica come ha fatto l’Australia, che però è un’isola, con la motivazione della protezione nazionale”.

Ancora più “impraticabile”, per Napoleoni, l’ipotesi dei rimpatri: “Intanto, è una strada costosissima perché a tutti va pagato un biglietto aereo. Poi, quasi tutti quelli che arrivano qui sono privi di documenti o perché li hanno persi in mare o perché li hanno buttati per non farsi identificare. Occorrono mesi -conclude Napoleoni- per capire chi sono, da dove vengono ed eventualmente rimpatriarli. E allora altro che 35 euro al giorno ci costerebbero”.


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