Il Premio Biagio Agnes compie 10 anni e si erge contro informazione ‘fai da te’  

Scritto da il 4 giugno 2018

10 anni per il Premio Biagio Agnes, basta informazione 'fai da te'

Pubblicato il: 05/06/2018 17:44

No all’informazione ‘fai da te’. Ritorno al rigore, più che mai nell’ambito scientifico. Riduzione delle distanze fra Nord e Sud del Paese. Il ‘Premio Biagio Agnes’ compie dieci anni e rinnova la sua funzione di stimolo a tenere alta la dignità e la funzione del giornalismo attraverso il ricordo Biagio Agnes, direttore generale della Rai dal 1982 al 1990, e attraverso la riflessione e l’analisi che anche quest’anno hanno portato ad assegnare i riconoscimenti consueti a chi si è distinto nell’ambito giornalistico internazionale, a chi ha saputo raccontare e spiegare l’Europa, a chi ha lasciato il segno nella tv ed altro ancora.

Un premio che oggi, in vista della cerimonia che si terrà a Sorrento il 23 giugno prossimo, è stato presentato nella sede della Rai dalla presidente Monica Maggioni, che è anche presidente onorario del Premio; dal presidente della Giuria Gianni Letta; dal direttore di Rai1 Angelo Teodoli e dalla presidente della Fondazione Biagio Agnes e del Premio Biagio Agnes Simona Agnes. Non mancheranno le telecamere della Rai che seguiranno dall’inizio alla fine la ‘Serata Biagio Agnes’ (questo il nuovo nome voluto da direttore Teodoli) condotta da Francesca Fialdini e Alberto Matano con tanti ospiti fra cui Ermal Meta, Dodi Battaglia, ‘Il Volo’ e i ballerini di Milly Carlucci. Serata che sarà riproposta in differita sulla rete ammiraglia il 27 giugno in seconda serata.

In occasione del decennale del Premio, i membri della Giuria e alcuni premiati presenti e passati, ieri mattina sono stati ricevuti da Papa Francesco in udienza privata. “Una gioia e un’emozione grandissime – ha detto Simona Agnes – vista la particolare sensibilità del Papa nei confronti delle tematiche della comunicazione, da sempre attento alla ricerca della verità specie oggi con il dilagare delle fake news”.

“Per rendere ancora più interessanti le giornate del Premio -ha sottolineato Simona Agnes – la Fondazione Agnes ha organizzato due incontri, in programma il 22 e 23 giugno nella Sala Consiliare del Comune di Sorrento. Il venerdì pomeriggio si terrà il dibattito dal titolo ‘Innocenti’, tratto dal ibro del giornalista Rai Alberto Matano durante il quale si parlerà del dramma e del riscatto di uomini e donne accusati ingiustamente. Il sabato pomeriggio assisteremo al dibattito su un tema di grande attualità: ‘Nord e Sud. Imprenditori a confronto per lo sviluppo dell’economia italiana‘”.

Simona Agnes ha poi ricordato anche le altre iniziative portate avanti dalla Fondazione Biagio Agnes e legate al mondo della informazione, come il Forum ‘Turismo e Cultura’, alla sua quarta edizione, e il Forum di medicina e informazione scientifica ‘Un Check-Up per l’Italia’, “nato per valorizzare e proseguire l’impegno profuso da Biagio Agnes nella diffusione di informazioni sulla salute, con un linguaggio comprensibile a tutti. Un modello ancora valido e tanto più necessario oggi”.

“Un check-up per l’Italia promosso dalla nostra Fondazione, come ha ricordato ieri il Santo padre, garantisce – ha evidenziato Simona Agnes – un’informazione accurata che si pone l’obiettivo di contrastare le informazioni ‘fai da te’, e le notizie approssimative che sempre più spesso si trovano in rete e che attirano l’attenzione del pubblico molto più della scienza, minacciando anche il mondo della comunicazione scientifica. Mi auguro – ha auspicato rivolgendosi alla Maggioni e a Teodoli – che proprio alla luce di tutto ciò si possa riproporre in Rai quanto prima il format televisivo check-up la trasmissione di medicina di Biagio Agnes per tanti anni in onda su Rai Uno”.

Monica Maggioni, dal canto suo, ha espresso la sua gratitudine a Simona Agnes per aver portato avanti il ‘Premio Biagio Agnes’ “stimolo e indicazione di percorso” e ha sottolineato cosa continui a dare più che mai senso a questo riconoscimento: “L’idea di Biagio Agnes era quella di un Servizio Pubblico al centro del racconto del Paese, perno, chiave di interpretazione del reale. Biagio Agnes diceva che la tv di servizio pubblico è quella che accorcia le distanze, che fa sentire la gente meno periferica”. Una valutazione che per la presidente della Rai è più che mai significativa oggi che “il servizio pubblico deve aiutare ad uscire dalle semplificazioni che non riescono a produrre senso nella vita di tutti”. Di qui la “gratitudine profonda al Premio che ci permette ogni anno di riaffermare questo impianto di valori”.

Il sentimento di riconoscenza verso Biagio Agnes oggi è stato il più evocato in Viale Mazzini. Ha accomunato davvero tutti, a partire dal direttore di Rai1, Angelo Teodoli, che, come ha egli stesso ricordato, è stato assunto proprio da Biagi in Rai. Ma la gratitudine verso l’allora direttore generale ha anche altre ragioni d’essere, che toccano la collocazione dell’azienda nel mondo dei media: “Biagio Agnes – ha ricordato Teodoli – ha ridefinito il servizio pubblico mentre esplodeva la competizione con Mediaset. Allora non sapevamo neppure come sarebbe finito il rapporto tra la tv pubblica e quella privata, ma è in quel momento che Agnes ha ridefinito il servizio pubblico per come lo conosciamo ora e i conseguenti rapporti di forza con la tv privata. Ho grande affetto per il momento che abbiamo condiviso, anche se io in quegli anni ero un umile impiegato”.

Gratitudine anche da parte di Letta: “Io non sono stato assunto da Biagio Agnes ma sono legato a lui come tutti dobbiamo esserlo perché è stato fondamentale per il suo modo di servire l’interesse generale di un Paese in fase di sviluppo” attraverso uno strumento come la tv pubblica. Biagio Agnes, “grande italiano, gradissimo direttore generale della Rai che in un momento difficile ha saputo ridefinire il ruolo del servizio pubblico, accettando la sfida che arrivava dalla tv privata e vincendola”. E lo ha fatto “in modo così forte da lasciare il segno in questo e negli altri palazzi della Rai, dando alla comunità aziendale l’orgoglio dell’appartenenza, l’orgoglio Rai”

“Il Papa – ha evidenziato Letta – ha definito Biagio Agnes difensore del servizio pubblico, giornalista garante di un’informazione autentica, attendibile, puntuale. E ha esortato tutti a fare tesoro del suo insegnamento perché il giornalismo sta cambiando i connotati a seguito della trasformazione tecnologica in atto. Il pontefice – ha ricordato ancora Letta – ha esortato la categoria ad essere al passo con i tempi e a saper interpretare le nuove esigenze di corretta informazione perché altrimenti i grandi sapienti correrebbero il rischio di vedere soffocata la loro sapienza per via dell’eccessivo rumore di sottofondo ed ha poi sollecitato a riportare l’informazione alla sua funzione essenziale, suggerendo tre parole da tenere presenti: periferie, verità, speranza”.

Tornando ai premiati di questa decima edizione, Letta ha spiegato nel dettaglio le ragioni del riconoscimento dato a ciascuno, offrendo così, come sempre, uno spaccato del mondo mediatico degli ultimi anni. A ricevere il riconoscimento, in particolare, saranno Jèrome Fenoglio, direttore di Le Monde (Premio Internazionale); Paolo Mieli e Ezio Mauro (Premio per il Decennale); Adriana Cerretelli de Il Sole 24Ore (Premio Giornalista per l’Europa); Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Ue (Premio Giornalista nelle Istituzioni); Barbara Stefanelli, vicedirettore del Corriere della Sera (Premio per la Carta Stampata); Fabrizio Frizzi (Premio per la Televisione).

Il ruggito del coniglio‘, storica trasmissione di Rai Radio Due condotta da Antonello Dose e Marco Presta (Premio per la Radio); Alberto Brambilla de Il Foglio (Premio Under 35); Antonio Monda (Premio Giornalista Scrittore); Gloria Satta (Premio per Cinema e Fiction). Tre i premi speciali: a Milly Carlucci, per la sua carriera televisiva e il legame con il Premio Biagio Agnes, di cui è stata conduttrice per diverse edizioni; a Michelle Hunziker, per il successo ottenuto nell’ultima edizione del Festival di Sanremo e per le sue molteplici esperienze televisive dentro e fuori i confini italiani; a Luca Zingaretti per il record di ascolti de Il Commissario Montalbano, la fiction più seguita in Italia. Sarà poi assegnata, per il sesto anno consecutivo, anche una borsa di studio ad una giovane giornalista praticante dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, a testimonianza della particolare attenzione della Fondazione al mondo giovanile.

Fanno parte della giuria, presieduta da Gianni Letta, Giulio Anselmi, Virman Cusenza, Stefano Folli, Paolo Garimberti, Guido Gentili,Roberto Gervaso, Giampiero Gramaglia, Paolo Liguori, Pierluigi Magnaschi, Giuseppe Marra, Antonio Martusciello, Roberto Napoletano, Antonio Polito, Marcello Sorgi, Mons. Dario Edoardo Viganò, il direttore generale della Rai Mario Orfeo, il vice presidente di Confindustria Antonella Mansi, il presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Carlo Verna e della Regione Campania Vincenzo De Luca.


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