Un solo pianeta, ‘Il Messaggero’ coniuga la sostenibilità  

Scritto da il 4 giugno 2018

Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente la ‘sostenibilità’ è diventata ‘la parola del futuro’ scelta da “Il Messaggero” per il secondo appuntamento dei suoi “Incontri”. Un tempo in cui analizzare, con la partnership scientifica di Codice Edizioni, “il rapporto tra l’uomo e la natura”, con il supporto di Leonardo, Atlantia, Sorgenia, Aci e Esselunga. Oggi, nella cornice dell’Ara Pacis, a Roma, è stato Mathis Wackernagel, Ceo di Global Footprint Network, il cardine del dibattito, aperto dal direttore del quotidiano Virman Cusenza. La parola ‘sostenibilità’ per Wackernagel mette al centro un concetto di fondo: abbiamo solo un solo pianeta.

Su questo terreno Wackernagel, il pioniere dello sviluppo sostenibile, si è confrontato con esponenti del mondo accademico, di grandi aziende italiane e con gli storici dell’ambiente, per dare corpo al brainstorming che -dall’innovazione nella produzione industriale al ruolo sociale delle infrastrutture, dall’energia alla mobilità- ha visto la sostenibilità come il minimo comune denominatore per il futuro della nostra specie e della nostra Terra. La sostenibilità, ha spiegato Virman Cusenza parlando all’Adnkronos, “è un tema importante, un tema sul quale soprattutto sfatare molti falsi miti”.

“La sostenibilità -ha chiarito Cusenza- non significa conflitto tra lo sviluppo ed il benessere, significa far coincidere questi due aspetti con un’economia che, di fatto, risparmi le risorse del pianeta e al tempo stesso dia le condizioni di benessere alla popolazione mondiale”. Ma, ha scandito il Direttore, “ragionando in termini di ‘un solo pianeta’”. E cioè “ciò che noi dobbiamo ‘consumare’ deve equivalere alle risorse di un pianeta” e invece “oggi consumiamo troppi pianeti”.

Gli incontri de ‘Il Messaggero’, ha aggiunto Virman Cusenza, nascono perchè “abbiamo pensato che fosse importante sviluppare temi cruciali per la nostra società, per la nostra epoca, parallelamente al quotidiano che confezioniamo tutti i giorni”. E quindi che “ci fosse bisogno di appuntamenti come questo sulla sostenibilità e di speciali, di dossier, che potessero analizzare con più profondità, con più spazio, argomenti che sono complessi” e di svilupparli “con i maggiori esperti mondiali” ha rimarcato Cusenza.

Dunque la prosperità coniugata con l’ineludibile perimetro di potere usare risorse per vivere contando solo sulla nostra ‘unica’ Terra. Ed il concetto ‘un pianeta’, ha ribadito con forza Wackernagel, “non è un brand, o un concetto o una metafora: è un contesto. E’ la realtà che abbiamo un pianeta, un solo mondo in cui viviamo, un solo pianeta”. Ricordarci che abbiamo ‘one planet’ significa, ha indicato il padre dell’ecologial footprint, “avere un futuro prospero una volta che riconosciamo la situazione ‘fisica’ in cui siamo”.

Quindi, ha insistito Mathis Wackernagel, “possiamo fare una pianificazione economica ma non possiamo ignorarlo: non possiamo avere sette – dieci pianeti”. Perchè, ha tagliato corto l’ecologista, ignorando che ne abbiamo solo uno, “eroderemo la nostra possibilità di avere un futuro”. Nel corso dell’evento, che è stato selezionato dall’European Sustainable Development Week (ESDW), l’iniziativa che sostiene i progetti in Europa che promuovono uno sviluppo sostenibile, la mattinata di lavori si è articolata in diverse sessioni, ognuna delle quali è stata incentrata su un tema specifico, relativo ai grandi cambiamenti che investono le società.

Un esempio di come anche i giganti dell’industria possono coniugare sviluppo e ricavi con la sostenibilità è arrivato, tra gli altri, anche dal colosso italiano dell’aerospazio Leonardo. “Il nostro è un gruppo da 11,5 miliardi di ricavi e che investe il 13% di questi ricavi in Ricerca e Sviluppo, ha 45mila dipendenti di cui 10.000 sono ingegneri dedicati alla ricerca e allo sviluppo” ha evidenziato la Responsabile Relazioni esterne, Comunicazione, Rapporti Istituzionali Italia di Leonardo, Raffaella Luglini. “Consideriamo Leonardo -ha proseguito Luglini- un asset strategico per il Paese, per la sostenibilità dello sviluppo del nostro Paese” un obiettivo che “portiamo avanti investendo in tecnologie e innovazione che migliorino la vita delle persone e volte, in particolar modo, alla sicurezza”.

Ed una delle strade per la sostenibilità ambientale percorsa da Leonardo è anche “attraverso la realizzazione di prodotti e soluzioni che hanno una grandissima attenzione allo sviluppo sostenibile e alla tutela dell’ambiente, come -ha ricordato Luglini- i materiali con i quali produciamo gli aerei che hanno da tempo abbandonato i contenuti metallici per spostarsi verso il carbonio”. E’ il caso “delle sezioni di fusoliera del 787 o dell’impennaggio dei velivoli Atr”. Si tratta, ha continuato, di “materiali che consentono di economizzare profondamente in termini di consumi e di produzioni di emissioni”.


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