Conte: “Ognuno ha il suo conflitto d’interessi”  

Scritto da il 5 giugno 2018

Conte alla Camera per la fiducia /Diretta

(Afp)

Pubblicato il: 06/06/2018 15:01

Sulle infrastrutture “siamo stati contestati perché il governo non è sensibile” al tema, “ma è il contrario. Noi abbiamo detto un’altra cosa e la rivendichiamo: occorre valutare costi e benefici”, ma gli investimenti in questo comparto “sono un passaggio fondamentale in una politica di crescita, quindi sicuramente non ci sottrarremo a investimenti in infrastrutture“. Lo dice il premier Giuseppe Conte, in Aula alla Camera, mentre è in corso la discussione generale per la fiducia. Sugli “interventi al sud, lo abbiamo già chiarito: forse nel contratto di governo ci sono poche righe” sul Meridione, ma “avere un ministro per il sud è un gesto di grande attenzione” ha aggiunto, ricordando che in Italia “non riusciamo a utilizzare a pieno tutti i fonti per il sud” disponibili.

“Abbiamo un codice degli appalti pubblici che da due anni non viene applicato e lo dico io che sono un giurista e sono sensibile alla cultura della legalità ma cultura della legalità non significa che non si fanno le cose in Italia, ma che si devono fare bene”. “Occorre prendere atto che le pubbliche amministrazioni non sono in grado di poter pienamente operare: oggi come oggi, chi sta fermo viene avvantaggiato e si preferisce non avventurarsi nella gestione di procedure di gara che espongono a rischi e insidie”.

I TEMPI – La tabella di marcia alla Camera prevede la discussione, le dichiarazioni di voto, repliche e il voto di fiducia dalle 17 e 40. Per quanto riguarda i numeri, l’esecutivo giallo-verde vanta una maggioranza notevole, con 346 voti. Il M5S è il gruppo più numeroso con 222 membri, seguito dalla Lega con 124 e dal Pd con 111. La seduta si tiene all’indomani della fiducia a Palazzo Madama, conclusasi ieri sera con 171 senatori favorevoli su 314 presenti.

Giovedì si terrà una nuova conferenza dei capigruppo della Camera per stabilire il calendario dei lavori. Tra i provvedimenti spicca il Def che dovrà essere votato dall’aula della Camera e del Senato nella settimana dall’11 al 15 giugno.


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