Fiducia al governo, 2° round  

Scritto da il 5 giugno 2018

Fiducia al governo, 2° round Le parole di Conte

(Fotogramma)

Pubblicato il: 06/06/2018 07:22

Dopo il Senato oggi sarà Montecitorio ad aprire le porte per la fiducia al governo Conte. La tabella di marcia alla Camera prevede la discussione generale dalle 9 alle 14 e 30, quindi le dichiarazioni di voto e repliche dalle 14 e 45 e il voto di fiducia dalle 17 e 40. Per quanto riguarda i numeri, qui l’esecutivo giallo-verde vanta una maggioranza notevole, con 346 voti. Il M5S è il gruppo più numeroso con 222 membri, seguito dalla Lega con 124 e dal Pd con 111.

La seduta si terrà all’indomani della fiducia a Palazzo Madama, conclusasi ieri sera con 171 senatori favorevoli su 314 presenti. Una giornata che è stata segnata dal debutto in Senato del premier Conte con i due leader di Lega e M5S Matteo Salvini e Luigi Di Maio seduti al suo fianco. “Assumo questo compito – ha detto il presidente del Consiglio prima del voto – con umiltà e determinazione, consapevole dei miei limiti ma anche con l’abnegazione di chi comprende il peso delle responsabilità affidatemi. Non sono spinto da nient’altro che da spirito servizio”.

Conte ha poi esposto in Aula, in un discorso durato un’ora e 12 minuti, i punti programmatici del governo, dai daspo ai corrotti al taglio delle pensioni d’oro, passando per flat tax, reddito di cittadinanza e salario minimo orario. Il premier ha ricordato anche Sacko Soumayla, il migrante sindacalista ucciso nei giorni scorsi. “La politica deve farsi carico del dramma di queste persone – ha sottolineato – e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo”.

Parlando di Europa, invece, Conte ha ribadito: “E’ la nostra casa. Quale Paese fondatore abbiamo il pieno titolo di rivendicare un’Europa più forte e anche più equa”. Quanto alla politica estera il premier ha provato a conciliare il rapporto “strategico” con l’alleato Usa con l’apertura nei confronti di Mosca, annunciando “una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa”.

Al termine del discorso programmatico c’è stata una lunga standing ovation finale per il presidente del Consiglio. I senatori M5S e Lega si sono alzati e hanno applaudito la compagine governativa che, a sua volta, si è unita agli applausi generali, sotto lo sguardo delle opposizioni, Pd, Fi e Fdi, che hanno assistito in silenzio. In serata è arrivata la fiducia, con 171 senatori favorevoli su 314 presenti. I votanti sono stati 313 e i contrari 117 mentre si sono astenuti 25 senatori.

“Il #governodelcambiamento ha ottenuto la fiducia del Senato. Si prosegue alla Camera e poi si inizia davvero a lavorare per il Paese“, ha commentato il premier su Twitter. Giovedì si terrà una nuova conferenza dei capigruppo della Camera per stabilire il calendario dei lavori. Tra i provvedimenti spicca il Def che dovrà essere votato dall’aula della Camera e del Senato nella settimana dall’11 al 15 giugno.


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