Plastica anche nelle acque ‘incontaminate’ dell’Antartide 

Scritto da il 6 giugno 2018

Plastica anche nelle acque 'incontaminate' dell'Antartide

(Greenpeace)

Pubblicato il: 07/06/2018 11:30

Presenza di microplastiche e altre sostanze chimiche nelle ‘incontaminate’ acque antartiche, in mare e nella neve. Ad evidenziarlo analisi di laboratorio condotte su alcuni campioni raccolti durante una recente spedizione di Greenpeace in Antartide.

“Siamo abituati a pensare all’Antartide come a una terra remota e incontaminata – spiega Frida Bengtsson, della campagna di Greenpeace per la protezione dell’Antartide – ma ormai l’impronta dell’uomo è evidente, dall’inquinamento ai cambiamenti climatici, fino alla pesca industriale al krill. Questi risultati mostrano che anche le zone più remote dell’Antartide sono contaminate dalla microplastica e da sostanze chimiche pericolose. È fondamentale agire alla radice per porre fine alla presenza di queste sostanze inquinanti in Antartide, e bisogna istituire un Santuario antartico che garantisca protezione a pinguini, balene e all’intero ecosistema”.

In sette campioni su otto di acque superficiali, Greenpeace ha trovato microplastiche e microfibre (almeno un frammento di microplastica per litro). Inoltre, su nove campioni di particolato marino (le particelle sospese nei primi 50 cm di acqua), raccolti con la rete manta, due contenevano frammenti di microplastica. Le analisi di Greenpeace hanno documentato in Antartide anche la presenza di sostanze contaminanti come i Pfas (sostanze perfluoroalchiliche).

La plastica è stata trovata in ogni angolo dei nostri oceani, dall’Artide all’Antartide e nel punto più profondo dell’oceano, la Fossa delle Marianne – dichiara Giuseppe Ungherese, della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia – Abbiamo bisogno di un’azione urgente per ridurre la quantità di plastica nei nostri mari e creare riserve marine su vasta scala, come un grande Santuario antartico, già richiesto da oltre un milione e mezzo di persone, per proteggere la vita marina e i nostri oceani per le future generazioni”.

I campioni sono stati raccolti durante una spedizione di Greenpeace in Antartide durata tre mesi, da gennaio a marzo 2018. Greenpeace ha condotto ricerche scientifiche come parte di una campagna volta alla creazione di un Santuario in Antartide. Con 1,8 milioni di chilometri quadrati di superficie, il Santuario misurerebbe cinque volte la Germania, rappresentando così la più vasta area protetta sulla Terra. Il progetto è stato proposto dall’Ue e una decisione verrà presa in occasione del prossimo incontro dell’Antarctic Ocean Commission (Ccamlr), il prossimo ottobre.

“In Antartide abbiamo trovato ogni genere di rifiuto dell’industria ittica, come boe, reti e teloni, ed è stata una scena davvero desolante. Li abbiamo raccolti, ma ho capito chiaramente quanto sia importante impedire queste attività pericolose se vogliamo davvero proteggere l’incredibile fauna dell’Antartide”, conclude Bengtsson.


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