Descalzi: “Ambiente sfida epocale, serve cambio rotta”  

Scritto da il 8 giugno 2018

Descalzi: Ambiente sfida epocale, serve cambio rotta

L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi (Fotogramma)

Pubblicato il: 09/06/2018 18:51

Sull’energia e sull’utilizzo che abbia cura della nostra ‘casa comune’ ci troviamo di fronte ad una “sfida epocale” che richiede “passi concreti per accelerare un cambio di rotta”. L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in una sua riflessione all’Adnkronos, tira le somme sulla due giorni di simposio sull’energia organizzata in Vaticano, indicando tre punti sui quali lavorare per un reale cambio.

“L’urgenza e la complessità della sfida richiede che tutte le voci più autorevoli offrano il proprio contributo per vincerla. Sono stati due giorni di lavoro intensi e molto proficui, culminati con l’incontro con il Santo Padre – osserva Descalzi -. Condividiamo e siamo ben consapevoli di trovarci di fronte una sfida epocale, e dobbiamo compiere rapidamente passi concreti per accelerare il cambio di rotta”.

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Descalzi evidenzia tre punti per arrivare ad un cambiamento di rotta: ” Il primo fattore di cambiamento è la riduzione dell’impatto carbonico che deriva dalla nostra attività, che possiamo implementare attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie, compresa la digitalizzazione, e tramite l’uso più diffuso dei sistemi di cattura del carbonio e di riutilizzo o stoccaggio. La tecnologia gioca un ruolo fondamentale anche nell’incrementare l’efficienza dei processi di trasformazione e di uso dell’energia. Il secondo fattore di cambiamento è lo sviluppo di un modello di consumo diverso da quello che abbiamo utilizzato negli ultimi anni, basato sull’economia circolare, sul risparmio e sull’uso più intelligente e consapevole dell’energia“.

L’ad di Eni, che in Vaticano si è confrontato con i petrolieri di tutto il mondo, pensa alle tante disuguaglianze: “Il terzo fattore è continuare ad assicurare l’accesso all’energia in maniera sempre più importante, tenendo conto che i fabbisogni del mondo non sono distribuiti in modo uniforme: da una parte c’è un mondo che consuma e spreca e ha un eccesso di disponibilità, e dall’altra c’è una quota enorme di popolazione che non può accendere la luce elettrica o consuma per cucinare biomasse pericolose per la salute e la sicurezza. Dobbiamo essere in grado di offrire una soluzione sostenibile dal punto di vista economico e ambientale anche a chi non ha ancora avuto opportunità di accedere all’energia”.


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