Migranti: Casinghini (Cisom), Ue prenda una vera posizione  

Scritto da il 10 giugno 2018

Casinghini (Cisom): Su migranti Ue prenda una vera posizione

Pubblicato il: 11/06/2018 14:44

“E’ necessaria una tempestiva e vera presa di posizione dell’Unione europea che, ascoltando anche quanto detto dalla cancelliera Merkel, dovrebbe mettere i Paesi membri attorno a un tavolo e attuare la redistribuzione dei migranti”. Lo dice a Labitalia Mauro Casinghini, direttore nazionale del Cisom, il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta, da tempo impegnato nel soccorso sanitario ai migranti, a bordo dei mezzi aeronavali della Guardia Costiera.

Commentando la vicenda della nave Aquarius, che si trova alla fonda tra Malta e l’Italia, spiega: “Posso capire la posizione del ministro dell’Interno Salvini, ma l’Italia agisce in regime di convenzioni internazionali che lo Stato per prima deve rispettare. Allo Stato -dettaglia Casinghini- compete il soccorso quando si verificano le condizioni previste dalla normativa internazionale e quando lo Stato inizia un soccorso -sostiene- però deve terminarlo e non creare invece un’altra emergenza”.

Casinghini è ancora più chiaro a proposito dell’Aquarius: “Lasciare una nave in stallo in mare aperto significa creare un’altra emergenza che andrà poi affrontata anche quella. Va bene sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni europee su un problema che ormai è vecchio di anni, ma poi -avverte- bisogna salvare la pelle alle persone”.

Oltretutto, aggiunge il direttore della macchina dei soccorsi dell’Ordine di Malta, in questi giorni in forza a Lampedusa ma che, a breve, dopo una riorganizzazione interna ripartirà anche con l’assistenza medico-sanitaria sulle navi della Guardia Costiera, “non si può pensare che a giugno, con temperature già elevate, quelle persone sulla nave, molti dei quali già sofferenti e non in buona salute, possano resistere a lungo in quelle condizioni”.

E “Malta non è la soluzione”, aggiunge Casinghini. “La soluzione – avverte – è un tavolo europeo e rimettere in discussione gli accordi di Dublino”.

“Da italiano -conclude- mi dispiace quando un problema strutturato, organico come quello dei migranti si affronta in maniera disorganica. La sensazione è che questo governo abbia poco conoscenza del pregresso e stenti a capire le dinamiche internazionali del soccorso”.


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