Nave con oltre 900 migranti verso Catania  

Scritto da il 11 giugno 2018

Nave con oltre 900 migranti verso Catania

Immagine di repertorio (Afp)

Pubblicato il: 12/06/2018 11:08

E’ stimato per domani mattina l’arrivo a Catania della nave ‘Diciotti’ della Guardia Costeria, con 937 migranti a bordo e due cadaveri. L’approdo era previsto per stasera, ma la nave, per il gran numero di persone a bordo e a causa delle non buone condizioni meteo, ha dovuto ridurre per precauzione la velocità di crociera.

Intanto, i 629 migranti a bordo dell’Aquarius saranno portati in Spagna da navi italiane, una della Marina militare e una della guardia costiera. La conferma è arrivata questa mattina: “Il porto sicuro è Valencia – ha annunciato su Twitter la ong Sos Mediterranee -. I rifornimenti sono a bordo. I team sono sollevati che si inizi a trovare una soluzione sebbene il risultato sia un prolungamento del tempo in mare non necessario per i naufraghi e una riduzione dei mezzi di soccorso”.

Da tre giorni ormai, i 629 naufraghi a bordo – tra cui 11 undici bambini e 7 donne in gravidanza – sono in attesa di approdare in un porto sicuro. “Siamo a ventisette miglia a Nord Est di Malta, abbiamo ricevuto questa mattina dei rifornimenti da parte di una nave italiana e abbiamo anche ricevuto la conferma scritta dal MRCC di Roma che il nostro rapporto safety sarà a Valencia” ha annunciato questa mattina Alessandro Porro a bordo dell’Aquarius, durante la trasmissione Agorà, il programma di Rai Tre, condotto da Serena Bortone.

“Le condizioni meteo nei prossimi giorni vanno a deteriorarsi per cui non potremo affrontare questo trasporto con tutte le persone a bordo – ha spiegato Porro -. La soluzione che è stata individuata da Roma è di affidare 500 dei nostri soccorsi alla nave Dattilo della Guardia Costiera e a una nave della Marina di cui non sappiamo ancora l’identificativo”.

“Dal nostro punto di vista questo non è l’uso migliore e razionale delle risorse Sar – ha aggiunto Porro – perché in un momento in cui tutte queste imbarcazioni che dovrebbero fare soccorso in un posto in cui la gente muore, sono in realtà impegnate in un trasferimento lungo, che richiede giorni, questo inficia la capacità di soccorso e quindi ci dispiace pensare che questa situazione comporterà degli altri morti”.


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