In coma da 3 mesi partorisce una bimba  

Scritto da il 14 giugno 2018

In coma da 3 mesi partorisce una bimba

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 15/06/2018 13:24

Una donna in coma da tre mesi dà alla luce una bimba. La 33enne è stata colpita da una grave forma di encefalopatia post anossica, dopo un arresto cardiaco. Il parto eccezionale a Mantova. La piccola, nata “alla 31esima settimana di gestazione” con un cesareo, oggi è in condizioni stabili, fanno sapere all’Adnkronos Salute dall’ospedale Carlo Poma. La paziente “era ricoverata da circa dieci giorni” per il parto, “dapprima nella struttura di Ostetricia e ginecologia e successivamente in Unità terapia intensiva coronarica”. Per far nascere la bimba, fanno sapere dalla struttura, ci sono voluti almeno trenta professionisti fra medici, infermieri e tecnici.

“Si è reso necessario il ricorso al taglio cesareo, praticato in anticipo rispetto al termine di gravidanza per complicanze ostetriche. La giovane madre proviene dalla Riabilitazione specialistica di Pieve di Coriano, dove aveva intrapreso un percorso riabilitativo per la sua patologia. La gravità del caso – spiegano i sanitari – aveva richiesto una gestione in emergenza nelle strutture di Terapia intensiva anestesia e rianimazione di Mantova e Pieve di Coriano”. La mamma è ricoverata nell’Unità di terapia intensiva coronarica per il monitoraggio post parto. Le sue condizioni sono stabili e nei prossimi giorni riprenderà il suo percorso di cura.

“L’intervento è risultato particolarmente difficoltoso anche a causa della posizione della donna – spiegano i sanitari – la sua malattia determina infatti una contrazione degli arti – ed è stato eseguito in anestesia loco regionale (spino epidurale) per salvaguardare la salute della mamma e della piccola”.

“La neonata è ricoverata nella struttura di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Mantova e presenta un peso adeguato per la sua età gestazionale, è assistita dal punto di vista respiratorio ed è in condizioni stabili relativamente alla sua prematurità. Per la complessità e delicatezza del caso è stata creata una equipe multidisciplinare che ha visto, sotto la supervisione della direzione sanitaria, la collaborazione degli specialisti di ostetricia e ginecologia, Terapia intensiva neonatale, riabilitazione, nutrizione clinica, terapia intensiva anestesia e rianimazione, fisiatria, otorinolaringoiatria, cardiologia”. Si è trattato di un “intervento straordinario, reso possibile grazie al lavoro di squadra e all’alta professionalità di tutti gli operatori coinvolti”, conclude la Direzione Strategica del Poma.


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