Raggi di nuovo in Procura 

Scritto da il 17 giugno 2018

Raggi di nuovo in Procura

(FOTOGRAMMA)

Pubblicato il: 18/06/2018 18:09

La sindaca Virginia Raggi di nuovo convocata in Procura in merito all’inchiesta sul nuovo stadio della Roma. La prima cittadina è stata ascoltata dai pm capitolini e dopo circa 45 minuti ha lasciato piazzale Clodio senza rilasciare dichiarazioni.

Secondo quanto si apprende da fonti della Procura, Raggi è stata nuovamente ascoltata per fornire chiarimenti su fatti e informazioni emersi negli ultimissimi giorni e successivi all’audizione della sindaca di venerdì scorso.

RAGGI – La prima cittadina della Capitale era stata già ascoltata venerdì in merito alla figura di Luca Lanzalone, che di fatto si occupava per l’amministrazione capitolina della trattativa sul progetto dello stadio a Tor di Valle. In quella circostanza aveva ribadito che Lanzalone gli era stato indicato dagli esponenti M5S Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, all’epoca dei fatti – inizio 2017 – responsabili per il Movimento degli enti locali. Sempre venerdì scorso, nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Maria Paola Tomaselli, durato circa tre ore, l’ex presidente di Acea ha respinto le accuse negando di aver compiuto illeciti.

BONAFEDE – Interpellato sul caso a ‘Otto e mezzo’, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha detto: “Luca Lanzalone è stato scelto da Virginia Raggi, alla quale lo abbiamo presentato io e Fraccaro. Abbiamo deciso di presentare Lanzalone alla Raggi perché aveva dimostrato grandi capacità a Livorno risanando una società. Poi la Raggi ha deciso di avvalersene”. Quanto alla nomina di Lanzalone alla presidenza di Acea, il ministro ha chiarito: ”le nomine hanno regole che sono state rispettate in piena trasparenza. Il Comune di Roma è socio di Acea. Valutando i curricula il sindaco ha considerato l’attività che Lanzalone aveva svolto”.

Quindi ha aggiunto: ”Non ho niente da chiarire. Questa inchiesta non ha nulla a che vedere con me”. Il guardasigilli ha poi replicato alla richiesta avanzata dal Pd e in particolare da Matteo Renzi, di riferire in Parlamento sulla vicenda stadio. “Non saprei su cosa riferire – ha sottolineato -. Non certo sull’avere presentato un avvocato al sindaco. I ministri sono chiamati a riferire sulla loro attività. Il Parlamento è una istituzione che va rispettata”.


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