“Minacciato e trasferito”, parla carabiniere testimone del caso Cucchi 

Scritto da il 18 giugno 2018

Minacciato e trasferito, parla carabiniere testimone del caso Cucchi

(Fotogramma)

Pubblicato il: 19/06/2018 18:34

“Voglio che si venga a sapere tutto quello che mi sta succedendo” per aver fatto “il mio dovere, come uomo e come carabiniere” testimoniando nel processo su Stefano Cucchi. Così dichiara in una diretta video pubblicata su Facebook Riccardo Casamassima, l’appuntato dei carabinieri che, denunciando i suoi colleghi militari, ha fatto riaprire il caso. Prima del processo del 15 maggio “avevo manifestato le mie paure che si sono concretizzate perché mi è stato notificato un trasferimento presso la scuola” allievi ufficiali, spiega.

“Sarò allontanato da casa e demansionato, andrò a lavorare a scuola – continua – dopo essere stato per 20 anni in strada”. “Tutto questo è scandaloso. Abbiamo subito di tutto, ci sono state minacce – denuncia -. Nessuno è voluto stare dalla nostra parte”. Nella diretta l’appuntato dei carabinieri si appella al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini chiedendo loro: “E’ giusto che una persona onesta debba subire questo trattamento?”.

Poi annuncia: “Mi recherò al comando generale e cercherò di incontrare il nuovo comandante generale. Ho presentato diverse istanze, ora non c’è più tempo. Mi stanno distruggendo. Non ci sono alternative per uscirne fuori. Questo trasferimento – aggiunge – è l’ultima cosa che mi sarei aspettato”. “Se non mi verranno date delle spiegazioni – avverte – sarò costretto ad andare direttamente in Procura e a denunciare ai magistrati quello che sta succedendo perché il processo Cucchi è ancora aperto e quindi una qualsiasi azione fatta nei miei confronti lo va a compromettere”. “Quello che sta succedendo – conclude Casamassima – è veramente scandaloso”.

Sul caso è intervenuta anche la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria. “Il carabiniere Riccardo Casamassima – scrive in un lungo post su Facebook – è stato trasferito alla scuola allievi con demansionamento umiliante e consistente decurtazione dello stipendio. L’ho sentito in lacrime, disperato. Avvilita e rassegnata la compagna Maria Rosati. Cari Generali Nistri e Mariuccia – chiede -, era proprio necessario tutto questo, dopo quanto è emerso durante il processo sino ad ora? La scuola allievi Carabinieri aveva proprio bisogno, oggi, di Riccardo Casamassima? Proprio oggi?”.

“Da più parti – riferisce -, dopo quanto sta emergendo al processo, ci viene raccomandata cautela e prudenza. Ci viene letteralmente detto di stare attenti. Molto attenti. Lei, Generale Nistri, ci ha detto che ‘tutti hanno scheletri nell’armadio’. Beh, caro Generale, noi non li abbiamo, a meno che qualcuno non ce li metta. Ma questa – conclude – è fantascienza”.

Sul caso interviene l’Arma dei carabinieri. “In relazione a quanto affermato sul proprio profilo Facebook dall’appuntato scelto Riccardo Casamassima, si precisa che il suo trasferimento alla Legione Allievi, ubicata come il precedente reparto di appartenenza a Roma e in zona anche più comoda per raggiungere la sua abitazione, fa fronte a una situazione di disagio psicologico – si legge in una nota – che Casamassima ha più volte rappresentato anche pubblicamente, avvertito per la presenza nella stessa caserma di uno dei militari da lui chiamati in causa per il caso Cucchi e di un altro che avrebbe usato parole offensive nei suoi riguardi”.

L’Arma, prosegue la nota, “ribadisce la propria solidarietà alla famiglia Cucchi nel convincimento che ogni carabiniere chiamato a deporre, in questo come in qualsiasi altro procedimento, deve sempre riferire la verità, nella serena consapevolezza di adempiere al proprio dovere di cittadino e di carabiniere”.


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